Hurt



I hurt myself today
to see if I still feel
I focus on the pain
the only thing that's real
the needle tears a hole
the old familiar sting
try to kill it all away
but I remember everything
what have I become?
my sweetest friend
everyone I know
goes away in the end
and you could have it all
my empire of dirt

I will let you down
I will make you hurt

I wear this crown of thorns
upon my liar's chair
full of broken thoughts
I cannot repair
beneath the stains of time
the feelings disappear
you are someone else
I am still right here

what have I become?
my sweetest friend
everyone I know
goes away in the end
and you could have it all
my empire of dirt

I will let you down
I will make you hurt

if I could start again
a million miles away
I would keep myself
I would find a way.

Johnny Cash

scritto da Michela Chessa 21:21 - aprile 22 2008
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Categorie: musica, johnny cash, hurt

Piombo

Chiazze di sangue, giornate di sole
Le dita sull’asfalto, l’arma già scarica.
Giovane vita in un gesso sottile
Tutto finisce, in terra resta una sagoma.

Fanti e pedine, scacchiere di morte
La merce nel sistema è l’unica regola
Rischiare tutto e non essere niente
Nel male scuro che travolge ogni pietà.

L’aria è più pesante che mai quando un fantasma ci ruba l’ossigeno
Quando il futuro è solo piombo su queste città
Sotto una cupola che sembra la normalità.
L’aria è più pesante che mai e brucia tanto che manca l’ossigeno
Troppi silenzi in quel cemento che già sanguina
Troppe speranze nel mirino che ora luccica.

Se un sogno non raggiunge neanche il mattino
Se le illusioni sono scorie di umanità
Come fare a coniugare un verbo al futuro
Quando il futuro è solo appalto di tenebra.

Dentro una terra di sole e veleni
C’è un paradiso infestato dai demoni
Spettri temuti con nomi e cognomi
Che tremano solo di fronte alla verità
Quella del coraggio di chi sfida l’oscurità,
Quella di chi scrive denunciando la sua realtà,
Le anime striscianti che proteggono l’incubo
Sotto la scorta di un domani che scotterà.

Subsonica

 

scritto da Michela Chessa 14:34 - dicembre 13 2007
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Categorie: musica, subsonica

Il mondo saluta il grande tenore italiano

« Penso che una vita per la musica sia una vita spesa bene ed è a questo che mi sono dedicato. »
Luciano Pavarotti

 

« Quando Pavarotti nacque, Dio gli baciò le corde vocali »
(Daniel Hicks, New York Times)

scritto da Michela Chessa 17:58 - settembre 6 2007
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Categorie: musica, articoli, michela chessa, luciano pavarotti

Klimt 1918

Please rain a tear of light in black ocean way
Fellows smell of musk, through a tree-lined road
In the dark green flow
Outside tell me your name softly
Outside wake me tonight slowly
Please lead my dance with care
With your mid-fall’s rained words.
We are the friends dancing in a sleeping rome
Come on now dance through the bends of a glorious past
We drink the tears of sky, with our trembling mouths
Between earth and grey clouds...
Someone tells we are dead when our dream is gone.
How to prove to you that’s wrong?
So please enjoy our dance outside
Feel cold blue trance inside deeply
Please lead our dance with care
With your mid-fall’s rained words


La mota, il viso dei dormienti,
Le colpe lievi delle genti, si
Mi guardano come se
Niente più niente fosse vero
Nemmeno il cielo tra le dita
Che piange su di noi
Stringete lana imbevuta
Mi bagno il viso un’altra volta, no
Non mi dite che
Dovete andare più lontano,
Umide vesti scolorite
Che fate male sulla pelle
Come la mota sulla pelle
Le ore lorde degli incanti
I sogni scuri dei perdenti, sì
Scorrono come se
Il buio fosse acqua e terra
Torrente scuro, silenzioso
Le labbra viola seducenti
Umide membra già basite

scritto da Michela Chessa 11:02 - agosto 15 2007
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Categorie: musica, klimt 1918

Cercasi chitarrista

A.A.A. A belli!

Cercasi chitarrista di Roma o dintorni, che possibilmente non sia un coglione (questo l'ho aggiunto io :-D).
La band si chiama "As everything falls".

www.myspace.com/aseverythingfalls

Sul loro sito potete ascoltare le tracce e farvi un' idea del genere.

Niente perdigiorno o ve la dovrete vedere con la sottoscritta.
I ragazzuoli meritano quindi fatevi avanti.

scritto da Michela Chessa 09:54 - luglio 30 2007
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Categorie: musica

ROMA ROCK SCHOOL COMPETITION

Roma Rock School presenta:
ROMA ROCK SCHOOL COMPETITION, il primo contest ideato dalla scuola per l'assegnazione di borse di studio nei corsi di Diploma Professionale e nel Live Performing, l'unico corso in Italia studiato per curare la proposta artistica e musicale dell'intera band.
La Competition è rivolta a tutti i musicisti singoli e alle bands di musica inedita.
Per partecipare alla RRS COMPETITION scarica il regolamento e il modulo d'iscrizione sul sito ufficiale della scuola, finalmente online, ed invialo o consegnalo a mano in segreteria.
La partecipazione alla Competition è completamente gratuita.
Le richieste d'audizione degli artisti singoli e i demo delle bands dovranno pervenire entro e non oltre il 31 agosto 2007.
Il gran finale della Competition sarà il 20 settembre dalle ore 21 al TRAFFIC Via Vacuna n°98-Roma dove si alterneranno sul palco gli artisti singoli e i gruppi finalisti selezionati dalla scuola per competere all'assegnazione delle borse di studio per l'anno 2007-08.
La serata evento proseguirà con un'esibizione live di tutti gli insegnanti della scuola fino a tarda notte!


Inoltre per l'apertura dell'anno accademico la RRS annuncia il ROCK ON WEEK, 3 giorni di puro Rock!

Un evento durante il quale si terranno clinics, concerti, presentazioni di strumenti, mostre fotografiche e proiezioni di documentari sul Rock, con artisti e insegnanti della scuola, musicisti tra i migliori del panorama Rock italiano e non solo.

Le proiezioni saranno a cura del RomaDocFest Festival Internazionale del documentario di Roma, per la sezione Rockumentary.

Scarica la locandina con il programma dell'evento su www.romarockschool.com sezione Events.

Il ROCK ON WEEK si terrà presso la sede della scuola in Via Tito Labieno n°68/E dal 18 al 20 Settembre e sarà ad ingresso gratuito anche per i non iscritti.

scritto da Michela Chessa 11:29 - luglio 29 2007
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Categorie: musica

TELECOMCERTO 2007: I GENESIS TORNANO A ROMA

Si prevede un’affluenza notevole al concerto che si terra al Circo Massimo e che vedrà sul palco i Genesis.

 

ROMA - Quest’anno i protagonisti del Telecomcerto 2007 saranno loro, i Genesis, la storica band capitanata da Peter Gabriel, con Phil Collins alla batteria e voce, Mike Rutherford al basso e Tony Banks alle tastiere. L’ istrionica e trasformista band britannica, nata verso la metà degli anni ’60, si esibirà al Circo Massimo. Il concerto, che è il quinto organizzato dal Telecom Progetto Italia e dal Comune di Roma, prevede la presenza di circa 500 mila persone e proprio per questo la location iniziale, che doveva essere il Colosseo, è stata cambiata.

E’ ufficiale l’assenza di Peter Gabriel all’evento: "Ci sono sempre rumours sul ritorno di Peter - dice Rutherford - ora ancor di più forse perché Peter è in Italia. L'unica cosa di cui abbiamo discusso con lui ruota intorno all'ipotesi di realizzare una nuova versione di ‘The Lamb lies down on Broadway’, che ha compiuto 30 anni. Ma non è imminente, se succederà non sarà prima di uno o due anni".

Il concerto sarà quello di chiusura del “Turn it on again Tour”, che li ha visti riuniti dopo 15 anni, per un tour europeo che ha toccato 21 città.

"Siamo rimasti sorpresi, non eravamo certi di avere un pubblico così numeroso – continua Mike - Abbiamo ricevuto grande calore e sostegno da tutti i pubblici europei. A ottobre scorso abbiamo provato per la prima volta negli Usa, ci sono bastati pochi secondi per ritrovarci".

Si prevede uno spettacolo grandioso, con effetti speciali e elementi mobili che hanno reso famosi i concerti passati dei Genesis e una scaletta che riproporrà i brani più famosi, come  Turn it on again”, “Tonight, Tonight”, “Follow me follow you”, “I know what I like” e molti altri.

"Non modificheremo la scaletta per questo evento - dice Collins - E' uno show che funziona, molto teatrale, con effetti visivi molto potenti. Perché cambiarlo?".

Nonostante l’assenza di Gabriel la band diletterà con il suo rock progressivo i suoi fan italiani e non solo, dato la prevista affluenza di numerosi stranieri all’evento.

 

Michela Chessa

scritto da Michela Chessa 13:53 - luglio 7 2007
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Categorie: musica, articoli, genesis, michela chessa

La citta' vecchia



Nei quartieri dove il sole del buon Dio non da' i suoi raggi,

ha gia' troppi impegni per scaldar la gente d'altri paraggi...

una bimba canta la canzone antica della donnaccia,

quel che ancor non sai tu lo imparerai solo qui fra le mie braccia.

E se alla sua eta' lei difettera' la competenza,

presto affinera' le capacita' con l'esperienza.

Dove sono andati i tempi d'una volta, per Giunone,
quando ci voleva per fare il mestiere anche un po' di vocazione?
Una gamba qua, una gamba la', gonfi di vino,

quattro pensionati mezzo avvelenati al tavolino.

Li troverai la' col tempo che fa estate inverno,
a stratracannare, a stramaledir le donne, il tempo ed il governo.
Loro cercan la' la felicita' dentro un bicchiere,

per dimenticare d'esser stati presi per il sedere.
Ci sara' allegria, anche in agonia, col vino forte,
porteran sul viso l'ombra d'un sorriso fra le braccia della morte.

Vecchio professore cosa vai cercando in quel portone
forse quella che, sola, ti puo' dare una lezione.
Quella che di giorno chiami con disprezzo pubblica moglie,
quella che ogni notte stabilisce il prezzo alle tue voglie.
Tu la cercherai, tu la invocherai piu' di una notte,
ti alzerai disfatto rimandando tutto al ventisette.
Quando incasserai, delapiderai mezza pensione,
diecimila lire per sentirti dire: "micio bello e bamboccione".

Se t'inoltrerai lungo le calate dei vecchi moli,
in quell'aria spessa, carica di sale, gonfia di odori:
li' ci troverai i ladri, gli assassini ed il tipo strano,
quello che ha venduto per tremila lire sua madre ad un nano.

Se tu penserai e giudicherai da buon borghese,
li condannerai a cinquemila anni piu' le spese;
ma se capirai, se li cercherai fino in fondo
se non sono gigli son pur sempre figli, vittime di questo mondo.

scritto da Michela Chessa 22:18 - aprile 17 2007
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Categorie: musica, genova, de andrè

Into my arms

scritto da Michela Chessa 12:03 - gennaio 29 2007
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Categorie: musica, nick cave

Io se fossi Dio

Io se fossi Dio...

e io potrei anche esserlo,
sennò non vedo chi!
 
Io se fossi Dio,
non mi farei fregare dai modi furbetti della gente,
non sarei mica un dilettante,
Sarei sempre presente!
Sarei davvero in ogni luogo a spiare
o meglio ancora a criticare
appunto cosa fa la gente.
Per esempio il piccolo borghese
com'è noioso,
non commette mai peccati grossi,
non è mai intensamente peccaminoso.
Del resto, poverino, è troppo misero e meschino
e pur sapendo che Dio è più esatto di una Sveda
lui pensa che l'errore piccolino non lo conti o non lo veda.
 
Per questo
io se fossi Dio,
preferirei il secolo passato,
se fossi Dio
rimpiangerei il furore antico,
dove si odiava, e poi si amava,
e si ammazzava il nemico!
 
Ma io non sono ancora
nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli...
 
Io se fossi Dio,
non sarei così coglione
a credere solo ai palpiti del cuore
o solo agli alambicchi della ragione.
 
Io se fossi Dio,
sarei sicuramente molto intero
e molto distaccato
come dovreste essere Voi!
 
Io se fossi Dio,
non sarei mica stato a risparmiare,
avrei fatto un uomo migliore.
Si vabbè lo ammetto
non mi è venuto tanto bene,
ed è per questo, per predicare il giusto,
che io ogni tanto mando giù qualcuno,
ma poi alla gente piace interpretare
e fa ancora più casino!
 
Io se fossi Dio,
non avrei fatto gli errori di mio figlio,
e sull'amore e sulla carità
mi sarei spiegato un po' meglio.
 
Infatti non è mica normale
che un comune mortale
per le cazzate tipo compassione e fame in India,
c'ha tanto amore di riserva
che neanche se lo sogna,
che viene da dire:
"Ma dopo come fa a essere così carogna?"
 
Io se fossi Dio,
non sarei ridotto come Voi
e se lo fossi io certo morirei
per qualcosa di importante.
 
Purtroppo l'occasione
di morire simpaticamente
non capita sempre,
e anche l'avventuriero più spinto
muore dove gli può capitare
e neanche tanto convinto.
 
Io se fossi Dio,
farei quello che voglio,
non sarei certo permissivo,
bastonerei mio figlio,
sarei severo e giusto,
stramaledirei gli Inglesi
come mi fu chiesto,
e se potessi
anche gli africanisti e l'Asia
e poi gli Americani e i Russi;
bastonerei la militanza
come la misticanza
e prenderei a schiaffi
i volteriani, i ladri,
gli stupidi e i bigotti:
perché Dio è violento!
E gli schiaffi di Dio
appiccicano al muro tutti!
 
Ma io non sono ancora
nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli...
 
Finora abbiamo scherzato!
Ma va a finire che uno
prima o poi ci piglia gusto
e con la scusa di Dio tira fuori
tutto quello che gli sembra giusto.
 
E a te ragazza
che mi dici che non è vero
che il piccolo borghese
è solo un po' coglione,
che quel uomo è proprio un delinquente,
un mascalzone, un porco in tutti i sensi, una canaglia
e che ha tentato pure di violentare sua figlia!
 
Io come Dio inventato,
come Dio fittizio,
prendo coraggio
e sparo il mio giudizio e dico:
"Speriamo che a tuo padre
gli sparino nel culo cara figlia!".
Così per i giornali diventa
un bravo padre di famiglia.
 
Io se fossi Dio,
maledirei davvero i giornalisti
e specialmente tutti,
che certamente non son brave persone
e dove cogli, cogli sempre bene.
Compagni giornalisti avete troppa sete
e non sapete approfittare delle libertà che avete,
avete ancora la libertà di pensare
ma quello non lo fate
e in cambio pretendete la libertà di scrivere,
e di fotografare immagini geniali e interessanti,
di presidenti solidali e di mamme piangenti.
E in questa Italia piena di sgomento
come siete coraggiosi, voi che vi buttate
senza tremare un momento:
cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti,
e si direbbe proprio compiaciuti.
Voi vi buttate sul disastro umano
col gusto della lacrima in primo piano.
Sì vabbè lo ammetto
la scomparsa dei fogli e della stampa
sarebbe forse una follia,
ma io se fossi Dio,
di fronte a tanta deficienza
non avrei certo la superstizione della democrazia!
 
Ma io non sono ancora
del regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli...
 
Io se fossi Dio,
naturalmente io chiuderei la bocca a tanta gente,
nel regno dei cieli non vorrei ministri
e gente di partito tra le "balle",
perché la politica è schifosa
e fa male alla pelle.
E tutti quelli che fanno questo gioco,
che poi è un gioco di forza, è ributtante e contagioso
come la lebbra e il tifo,
e tutti quelli che fanno questo gioco,
c'hanno certe facce
che a vederle fanno schifo,
che sian untuosi democristiani
o grigi compagni del P.C.
Son nati proprio brutti
o perlomeno tutti finiscono così.
 
Io se fossi Dio,
dall'alto del mio trono
vedrei che la politica è un mestiere come un altro
e vorrei dire, mi pare Platone,
che il politico è sempre meno filosofo
e sempre più coglione!:
è un uomo tutto tondo
che senza mai guardarci dentro scivola sul mondo,
che scivola sulle parole
anche quando non sembra o non lo vuole.
 
Compagno radicale,
la parola compagno non so chi te l'ha data,
ma in fondo ti sta bene,
tanto ormai è squalificata,
compagno radicale,
cavalcatore di ogni tigre, uomo furbino
ti muovi proprio bene in questo gran casino
e mentre da una parte si spara un po' a casaccio
e dall'altra si riempiono le galere
di gente che non centra un cazzo!
Compagno radicale,
tu occupati pure di diritti civili
e di idiozia che fa democrazia
e preparaci pure un altro referendum
questa volta per sapere
dov'è che i cani devono pisciare!
 
Compagni socialisti,
ma sì anche voi insinuanti, astuti e tondi,
compagni socialisti,
con le vostre spensierate alleanze
di destra, di sinistra, di centro,
coi vostri uomini aggiornati,
nuovi di fuori e vecchi di dentro,
compagni socialisti fatevi avanti
che questo è l'anno del garofano rosso e dei soli nascenti,
fatevi avanti col mito del progresso
e con la vostra schifosa ambiguità!
Ringraziate la dilagante imbecillità!
 
Ma io non sono ancora
nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli...
 
Io se fossi Dio,
non avrei proprio più pazienza,
inventerei di nuovo una morale
e farei suonare le trombe
per il Giudizio universale.
 
Voi mi direte perché è così parziale
il mio personalissimo Giudizio universale?
Perché non suonano le mie trombe
per gli attentati, i rapimenti,
i giovani drogati e per le bombe?
Perché non è comparsa ancora l'altra faccia della medaglia.
Io come Dio, non è che non ne ho voglia,
io come Dio, non dico certo che siano ingiudicabili
o addirittura, come dice chi ha paura, gli innominabili,
ma come uomo come sono e fui
ho parlato di noi, comuni mortali,
quegli altri non li capisco,
mi spavento, non mi sembrano uguali.
Di loro posso dire solamente
che dalle masse sono riusciti ad ottenere
lo stupido pietismo per il carabiniere,
di loro posso dire solamente
che mi hanno tolto il gusto
di essere incazzato personalmente.
Io come uomo posso dire solo ciò che sento,
cioè solo l'immagine del grande smarrimento.

Però se fossi Dio
sarei anche invulnerabile e perfetto,
allora non avrei paura affatto,
così potrei gridare, e griderei senza ritegno che è una porcheria,
che i brigatisti militanti siano arrivati dritti alla pazzia!
 
Ecco la differenza che c'è tra noi e gli innominabili:
di noi posso parlare perché so chi siamo
e forse facciamo più schifo che spavento,
ma di fronte al terrorismo o a chi si uccide c'è solo lo sgomento.
 
Ma io se fossi Dio,
non mi farei fregare da questo sgomento
e nei confronti dei politicanti
sarei severo come all'inizio,
perché a Dio i martiri
non gli hanno fatto mai cambiar giudizio.
 
E se al mio Dio che ancora si accalora,
gli fa rabbia chi spara,
gli fa anche rabbia il fatto
che un politico qualunque
se gli ha sparato un brigatista,
diventa l'unico statista.
 
Io se fossi Dio,
quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio,
c'avrei ancora il coraggio di continuare a dire
che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana
è il responsabile maggiore di vent'anni di cancrena italiana.
 
Io se fossi Dio,
un Dio incosciente enormemente saggio,
avrei anche il coraggio di andare dritto in galera,
ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora
quella faccia che era!
 
Ma in fondo tutto questo è stupido
perché logicamente
io se fossi Dio,
la Terra la vedrei piuttosto da lontano
e forse non ce la farei ad accalorarmi
in questo scontro quotidiano.
 
Io se fossi Dio,
non mi interesserei di odio o di vendetta
e neanche di perdono
perché la lontananza è l'unica vendetta
è l'unico perdono!
 
E allora
va a finire che se fossi Dio,
io mi ritirerei in campagna
come ho fatto io...

Giorgio Gaber


C'è a chi il Gaber "politicizzato" non piace, io sono in disaccordo in primis su questa definizione, ricordare Gaber per canzoni come "Lo Shampoo" è alquanto riduttivo. Non si può amare Gaber solo in parte, non si può negare un lato fondamentale della sua personalità. Gaber era un provocatore, riusciva a far riflettere. Se pensate al periodo in cui ha scritto questa canzone vi renderete conto del coraggio delle sue parole. Mi chiedo se esistono ancora uomini così e se esistono dove sono, mi chiedo se qualcuno li ascolterebbe oggi.


scritto da Michela Chessa 12:58 - gennaio 26 2007
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Categorie: musica, giorgio gaber