In Absentia
La mia gola come abisso infernale
in cui sprofondano visioni-fantasma fluttuanti nell'aria.
Mi possiede la morte,
così l' assenza del ricordo.

(Kadath - alone in the dark - Photo of Lili by Impl69sion)
scritto da Michela Chessa 21:43 - febbraio 1 2008
Premio Nobel immeritato per Al Gore
Questo premio Nobel per la pace è una farsa epocale.
Al Gore ha ricevuto il riconoscimento per il suo impegno ambientale, ma sembra che nessuno abbia tenuto conto di ciò che successe a Pancevo, una cittadina a pochi kilometri da Belgrado, i cui impianti petroliferi furono bombardati proprio su ordine di Al Gore.

Il danno ambientale fu molto alto e la cittadina, i cui impianti sono stati rimessi in funzione, ma non con i dovuti accorgimenti, ha un'aria la cui contaminazione oltrepassa i limiti consentiti.
Attualmente è la città più inquinata d'Europa e la mortalità tra i giovani è molto alta, dovuta a patologie legate all'apparato respiratorio che arrivano fino al cancro ai polmoni.
Grazie Al Gore.

scritto da Michela Chessa 12:07 - ottobre 18 2007
Beppe Grillo fascista
Eugenio Scalfari da del fascista a Grillo motivando la sua affermazione con la giustificazione che il fascismo nacque proprio come movimento atto a smantellare i vecchi partiti.
Pansa dice di sentire i brividi quando Grillo grida "Italiani", sostenendo che "adesso c’è il Grillo rosso, quello che eccita il popolo di centrosinistra, ma tra un po’ spunterà anche un Grillo nero."
E continua: "E’ un intollerante e scatena l’intolleranza di massa. Questo è un fenomeno allarmante."
Dunque Beppe Grillo sarebbe un fascista, un fomentatore di piazza, magari una marionetta di qualche nuovo Mussolini, dato che ha esplicitamente dichiarato di non voler entrare in politica.
A mio parere quella di Grillo è solo una voce portante, una voce che ha gridato una verità forte, e i suoi discorsi sono alimentati dalle stesse mancanze dei politici, in parole povere, non si sta inventando assolutamente nulla.
Ed è inoltre evidente che le basi di partenza, i presupposti per il futuro, sono ben altri da quelli fascisti.
Ogni cambiamento, ogni svolta e ogni miglioramento devono partire con una rivolta, un calcio, un grido.
Se gli occhi non si schiudono da soli è bene usargli forza e trovare qualcuno che li spalanchi, perchè possano vedere i colori o tornare a richiudersi, ma consapevolmente.
Michela Chessa

scritto da Michela Chessa 20:50 - settembre 23 2007
Sogni d'elio
Un'eternità che non può essere scalfita.
Nessuna tomba al pari piegherà la tirannia del tempo.
Nei miei versi giace il tuo infetto ganglio.
Riparo dove amore non declina.
Michela

scritto da Michela Chessa 13:13 - settembre 19 2007
Maiale Day
Calderoli propone un "Maiale Day" contro le moschee.
Certo che te le serve proprio su un piatto d'argento...

scritto da Michela Chessa 12:53 - settembre 14 2007
Il mondo saluta il grande tenore italiano
« Penso che una vita per la musica sia una vita spesa bene ed è a questo che mi sono dedicato. »
Luciano Pavarotti

« Quando Pavarotti nacque, Dio gli baciò le corde vocali »
(Daniel Hicks, New York Times)
scritto da Michela Chessa 17:58 - settembre 6 2007
Los Locos Win
---Vecchie Nuove---
E adesso un po' di sana cronaca locale che ci fa sempre bene al cuore.
Ieri è terminato il torneo di calciotto che ha visto sfidarsi, in una lotta all'ultimo sangue, diverse squadre dei quartieri di Roma ovest. Una lotta impari visto la grande prestanza dei vincitori.(Eddaje!)
Ebbene i Los Locos hanno vinto il torneo, sebbene il nome ben poco misterico non lo lasciasse presupporre.
Lo sport sano, lo sport che vince sempre, nonostante la blasfemia dei giocatori e gli arbitri panzuti, abbiamo visto indubbiamente un bel gioco.

(Los Locos)
Un ringraziamento deve andare al pubblico, i Los Locos erano l'unica squadra con una panchina d'eccezzione (se non altro perchè c'era la sottoscritta). Un Flavio d'annata, l'uomo che grida OMO senza sosta, e qui potremmo avanzare riflessioni e immagini filosofiche ma voglio andare oltre, uno spregiudicatissimo Walter che durante la finale si è munito di megafono e si è lanciato in improbabilissimi ma efficaci cori, e qui ne citiamo un paio tanto per gradire:
"Nel cervello soltanto Los Locos
il mio cuore batte per voi
per il mondo seguendo i Locos
nessun mai ti amerà più di noi
e Los Locos alè
e Los Locos alè
e Los Locos alè, alè alè
e Los Locos alè alè "

(Walter, capo ultras Los Locos)
E le due bellissime Flavietta e Raissa energiche, sorridenti e adorabili.
Passiamo a loro, i re della serata, i giocatori.
10 gol per 10 partite, il grande Riccardo Mancini ci ha sconvolto e posso mettere la mano sul fuoco che si è sconvolto da solo, se non altro perchè finalmente con le lenti ha visto la palla.
E il Cecio, unico e solo, l'uomo tutto fare, bagnino di giorno e batterista che spacca di notte.
Un bacio in fronte a Max e guai se gli date del cucciolo.
E vogliamo parlare dell'uomo muro, Matteo, che non ama Satana, ma che sa che è un gran figo nel profondo del suo essere e un giorno so che mi dirà "Hai ragione sorella".

(Il Mancio goleador e Capitan Matteo)
E un bravo ad Andrè (Bravo Andrè!!) perchè è rituale come un Ave Maria o un Padre Nostro.
Un plauso speciale però va al grande Andrea, Ciccio, la nostra sicurezza, grande portiere e fomentatore di squadra impeccabile.
E tanto per non essere di parte nominiamo i formidabili Fabrizio Mezzanotte e Dario, che a vederli così non gli daresti una lira, ma gira voce che valgano parecchio.
Ed il biondo Lorenzo che tra una canna e l'altra ha trovato il tempo anche per un paio di gol, e diciamocelo non ha bisogno di caffè per stare sveglio.

(Mancio, Matteo, Cecio e Max)
Grandi ragazzi, tutti nessuno escluso.


(Cecio e Mancio with me)
Michela
scritto da Michela Chessa 12:23 - settembre 1 2007
Coincidenze
Io sono esattamente il tipo di persona, e non ho idea se sia innata prerogativa o acquisita peculiarità, che sorride beffardamente alle coincidenze.
Persino per quanto concerne i piccoli inquietanti casi della vita, non mi spreco a cercare il filo rosso o la presenza minacciosa che dietro vi si cela.
Vi faccio un breve esempio.
Vi è mai capitato di lasciare un oggetto in una determinata posizione e di ritrovarlo poco dopo in un'altra? Convintissimi di non aver spostato l'ipotetico candelabro dall' antica postazione di guardia, ora vi ritrovate a guardarlo in un altro lato della stanza. Le reazioni ad una cosa simile sono molteplici.
Io in un caso del genere agirei come segue: Lo prenderei e lo rimetterei a posto, proseguendo poi la mia normale attività.
Per chi non crede nei fantasmi la più logica delle ipotesi è quella di una personale o altrui sbadataggine. Fermo restando che, nel caso contingente la sottoscritta, si tratta di un cambiamento di posizione che può essere avvenuto solo nella mezz'ora in cui non è stato guardato l'oggetto e soprattuto è da considerare il fatto che, nella suddetta mezz'ora, nessun uomo o animale ha varcato la porta della stanza.
Nonostante ciò, il pensiero che io possa aver involontariamente spostato l'oggetto, per quanto la mia mente si ribelli all'ipotesi, permane e mi rende semplice obliare l'accaduto.
Ora, nel caso in cui questa circostanza si ripeta, lì prende vita la coincidenza.
Le coincidenze provocano un inusuale timore, per il semplice fatto che siamo abituati a considerare ogni reazione come la conseguenza di una determinata azione. Qualora venga a mancare l'azione e la reazione sia ben evidente, non possiamo fare altro che rimanere spiazzati dinnanzi all'immensa pochezza umana. Ciò che percepiamo è una parte molto limitata del reale, secondo la mia personale visione.
Vi è mai capitato di leggere una parola insolita, ascoltare una vecchia canzone, ritrovare dopo tanto tempo una persona? Ed è mai successo che la stessa parola qualche giorno dopo, o addirittura qualche ora dopo, è stata pronunciata dalla persona con cui vi accingevate a trascorrere una tranquilla serata?
E' mai successo che quella canzone, quella persona, quella strada, siano riapparse dove non dovevano essere, dove non avevano alcun senso di esistere? E tutto ciò vi abbia costretto a dire: 'Ma pensa che coincidenza..'
Vi parlo di coincidenze insensate, casuali e scatenanti, vi parlo di pensieri così veloci e liquidi che è difficile afferrarli. E le mie parole sono solo l'ombra dell'ombra del concetto che vorrei condividere con voi.
Ad ogni modo ho imparato a conviverci e ad amarle come ogni singolo brivido che mi tiene in vita.
Michela Chessa
scritto da Michela Chessa 14:47 - agosto 24 2007
Infidum hominem malo suo esse cordatum
Il disarmo, la mia più onesta virtù e la mia condanna.
Mi vedo cadere fingendo discretamente sorrisi e autocontrollo, in un vortice d'astinenza dal colore.
E vi guardo, vi sfioro, vi possiedo con l'eterna dolcezza che può avere uno sguardo d'amore, ma pateticamente lontana anni luce dall'essenza stessa dell'amore.
Mi nascondo alla vita come l'ultimo dei viandanti, con la salda ancora del mio respiro, del battito non battito di un cuore che ricorda e si adagia.
Strade, odori, profili umidi nell'autunno.
Tu hai venduto me, io ho venduto te e per un infimo pasto. Tutto consumato in silenzio.
Tutto crolla senza un grido, senza spasmi, senza il gelo e i miei occhi non sono mai troppo stanchi per guardare.
Vi osservo e quel piccolo mondo che siete mi appartiene per un attimo, ma non sono con voi, non questa volta, non questo giro, non questa vita.
In cambio di questo incanto che vedete grondare dagli occhi, in cambio delle dita che fremono, dei pensieri che galoppano e s'impennano quando la tempesta infuria, tutto questo e la vita, per chiudere gli occhi di nuovo.
Non c'è nulla di glorioso nella scia luminosa di una stella che s'avvia al declino. In silenzio.
Michela
scritto da Michela Chessa 01:48 - agosto 9 2007
Onniscienza
Salmo 138
"... Non ti erano nascoste le mie ossa
quando venivo formato nel segreto,
intessuto nelle profondità della terra.
Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi
e tutto era scritto nel tuo libro;
i miei giorni erano fissati,
quando ancora non ne esisteva uno...."
Questo Salmo sottolinea l'onniscienza di Dio fin dalle origini della vita di ogni individuo, e viene preso come testimonianza del fatto che anche l'embrione ha in sè già scritto tutto un destino.
Questo non farebbe che dimostrare come l'aborto sia un omicidio vero e proprio, con tutti i crismi insomma (come dico io).
Se Dio conoscesse davvero il destino di ogni embrione, di certo non gli sarebbero sfuggiti taluni personaggi della nostra storia.






Dunque, o il vostro Dio si è trovato questo mondo per le mani e si è stancato di stargli dietro, questo lo renderebbe un Creatore, sì onnisciente, ma anche menefreghista e dunque non il buon Dio cristiano.
Altrimenti il vostro caro Dio non è onnipresente e allora l'embrione non è ancora una vita, non ha in sè nulla di scritto, probabilmente non prova nemmeno dolore, e quindi sarebbero da rivedere alcune argomentazioni sulle quali si basano le tesi della Chiesa.
Questione annosa e insolubile.

Tanto per fare la parte della femminista, che ultimamente ho trascurato, vedete nelle foto qui sopra qualche donna? Forse mi sfuggono, se è così fatemelo presente, ma saranno di certo rare eccezzioni.
Il mondo dovremmo prenderlo in mano noi, perchè solo le donne hanno la capacità di condividere il potere senza eliminarsi a vicenda, ce l'abbiamo nel DNA lo spirito comunitario.
Rifletteteci, secondo voi perchè andiamo sempre al bagno insieme? Ci teniamo la mano e non facciamo a gara a chi ce le ha più grosse?
La rivalità è nostra prerogativa è vero, ma facciamo presto a metterla da parte per un obiettivo comune e non abbiamo bisogno di essere prime, perchè camminare a fianco ci da molta più sicurezza, facciamo muro contro il dolore e la meschinità e non abbiamo bisogno d'armi per sentirci dominanti.
Riflettete uomini. Riflettete.
Michela
scritto da Michela Chessa 18:38 - agosto 4 2007
Il titolo più lungo del mondo
Tanto per dare un'idea dell'importanza che può avere un nome, in questo caso un titolo, che poi non ci mostra altro che il peso dell'apparenza, vi propongo questa bizzarra notizia.
Si tratta di un libro, entrato nel Guiness dei Primati (che non è la birra taroccata per le scimmie), per il titolo più lungo del mondo.
Il titolo è : "Per favore dite a mia madre che faccio il pubblicitario lei pensa che sono un pierre e che quindi regalo manciate di free entry e consumazioni gratis a chi mi pare, rido coi vips, i calciatori le veline e le giornaliste, leggo Novella e mi fotografano i paparazzi, entro nei privè saltando la coda, bevo senza pagare, sono ghiotto di tartine e gin tonic, ho la casa piena di oggetti di design, conosco Paris Hilton, Tom Ford ed Emilio Fede, guido lo Z4 nero, ho tante fidanzate, parlo coi giornalisti e ho l’ombrellone fisso a Saint Trop. Per non fare torti a nessuno vesto Armani, D&G, YSL, Ferrè e Moschino, indosso scarpe inglesi, ho la carta di credito corporate che fa molto boss, l’auto aziendale coi sedili in pelle che fa molto chic. In verità invece lavoro alla luce del neon, col computer che si impalla, colleghe ’stressate’ con piglio da manager, nota spese a pie’ di lista, contratto a tre mesi senza buoni pasto…”
L’autore è Davide Ciliberti, che nella sua raccolta di racconti ci presenta con estrema ironia la figura del PR e il suo mondo, quello dei pubblicitari.

E nonostante il titolo è un tascabile, direi che è geniale..
Michela
scritto da Michela Chessa 19:35 - luglio 30 2007
FINI CRITICA BERLUSCONI: IL NO AL PARTITO UNICO E’ UN ERRORE
All’assemblea nazionale di AN Fini afferma l’importanza della creazione di un partito unico, sostenendo la novità del Partito democratico e suscitando la reazione della destra intransigente.

ROMA - "Il centrodestra ha il vento in poppa ma difetta di strategia, mentre il centrosinistra pur nelle sue difficoltà una strategia ce l'ha", queste le parole del presidente di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini, all’assemblea nazionale del partito.
Per Fini la rinuncia alla creazione di un partito unico è un passo indietro per il centro destra, parlando di ‘errore strategico’, sottolinea l’importanza e la ventata innovativa del Partito democratico e chiede all’opposizione di non “liquidare la nascita del Partito democratico solo come un tentativo di cambiare il direttore d'orchestra”.
L’alleanza tra AN e Forza Italia non è tuttavia in discussione, ma la tensione è evidente.
"Fino a ieri c'era la prospettiva di un partito unitario del centrodestra, ipotesi ora sfumata. A questo punto An deve fare un salto di qualità in avanti" - così commenta Gianni Alemanno, dando manforte al presidente di AN - "Serve un patto di un anno nel partito per arrivare alle scadenze elettorali, per ridare vitalità alla Cdl e sfidare Walter Veltroni, candidato del centrosinistra da non sottovalutare".
Un altro tema affrontato da Fini all’assemblea è stato quello della ritirata di molti membri dal partito; "E' vero che c'è qualcuno che se ne va, ma ci sono tanti, tanti altri che vengono a condividere con noi la nostra battaglia politica", con queste parole il Presidente di AN ha tentato di attenuare il problema, che tuttavia rimane considerevole.
Storace attacca, accusando l’Alleanza di aver preso posizioni centriste: "Fini continui pure a polemizzare con noi e con Berlusconi. Noi preferiamo combattere Prodi. Alleanza Nazionale è allo sbando, senza una strategia e per questo la gente se ne va: è un partito residualmente personale".
Tutto ciò dimostra chiaramente che le scissioni interne non sono prerogativa della sinistra che governa attualmente il Paese e che c’è bisogno di un potere forte che non scenda a compromessi su quelli che sono i problemi irrisolti dell’Italia.
Michela Chessa
scritto da Michela Chessa 01:26 - luglio 29 2007
Banalità cristiana
"Se gli uomini vivessero in pace con Dio e tra di loro la Terra assomiglierebbe veramente a un paradiso. Il peccato ha rovinato il progetto divino. Avviene così che gli uomini si fanno guerra gli uni gli altri.
Così, in questo stupendo giardino che è il mondo, si aprono spazi di inferno".
(Papa Benedetto XVI)
Più gettate l'occhio nel baratro e più desiderate distruggere il giardino meraviglioso, insieme a tutti i suoi palazzi di vetro.
Questi spazi d'inferno di cui non potete fare a meno.
Perchè dunque non scegliere il male che ci sembra minore.
Perchè non scegliere quale inferno preferiamo vivere?
scritto da Michela Chessa 19:58 - luglio 22 2007
Noise
Questa notte qualcosa mi ha sfiorato, forse una semplice ombra o un alito di vento. Svegliandomi dal mio sonno sedato ho allungato la mano verso il comodino, toccando i libri che lì avevo poggiato.
Ho guardato l'ora, le 3 e 20, ma nel battere gli occhi è mutato il tempo, correva avanti a me che ero estranea a me stessa, le 4 e 06. Ma non ho la certezza che sia stato reale.

(Johann Heinrich Fussli - 'L'incubo')
Una corda cacciata in gola mi tira via le viscere, ma è un tormento che non cessa con una morte.
C'è un riparo tra le mie membra ma nulla di prezioso portano le mie labbra.
I viandanti che ho condotto per mano nella terra del mare riarso, nei tramonti che periscono senza lacrime, di questo ho un ricordo. Un arancione limbo per la mente. Ho offerto loro del cibo avariato, dell'acqua che non disseta, ho nascosto i loro corpi dal calore, avendo mani troppo fredde per il resto.
Tanti minuscoli anelli di sorrisi per una catena di mostri.
Ma il vero mostro era lì ad osservarli, a chiedere ricompense per ogni spasmo simulato.
Non posso dire con certezza che tutto questo è stato reale, ma la sento tornare, stavolta da sola.
Si avvicina, ancora sulla mia pelle, ancora scivolare sulla lingua. Ora sono mille mani contro il mio corpo e dita sfatte nella mia bocca. Lei è sola, ancorata all'albero della vita. Lei è una collezione di immagini e corpi, di forme e suoni. Lei mi grida di gettarmi nel fuoco.
Ci sono troppi specchi a ricordarmi di avere perso.
Michela
scritto da Michela Chessa 11:15 - luglio 21 2007
TORNA LA MESSA IN LATINO NELLE CHIESE
Benedetto XVII liberalizza la liturgia in latino, che era stata limitata dopo la riforma del Secondo Concilio Vaticano del 1962-65.

ROMA - Con il motu proprio "Summorum Pontificum", pubblicato oggi, Benedetto XVI permetterà l’uso della liturgia in latino. ''Il Messale Romano promulgato da Paolo VI è l'espressione ordinaria della 'lex orandi' (legge della preghiera) della Chiesa cattolica di rito latino. Tuttavia il Messale Romano promulgato da S. Pio V e nuovamente edito dal beato Giovanni XXIII deve venir considerato come espressione straordinaria della stessa 'lex orandi' e deve essere tenuto nel debito onore per il suo uso venerabile e antico'', queste sono le prime righe del motu, che entrerà in vigore a partire dal 14 settembre. La liturgia romana anteriore alla riforma del 1970 non sarà imposta, ma i fedeli avranno la possibilità di richiederne lo svolgimento. Prima di questa promulgazione invece sarebbe stata necessaria un’ autorizzazione del vescovo per praticare la forma straordinaria della liturgia.
Nella lettera ai vescovi, che accompagna il "Sommorum Pontificum", il Papa si propone di chiarire i dubbi nati da quest’ultimo, sostenendo che non si tratta di un attacco al Concilio e alla riforma liturgica: “Una più ampia possibilità dell'uso del messale del 1962 non porterà a disordini o addirittura a spaccature nelle comunità parrocchiali", afferma Ratzinger. Pur non trattandosi di un obbligo, le critiche del Papa non fanno che allontanare la liturgia dai fedeli, soprattutto dai più giovani, infatti Benedetto XVI disapprova alcune delle modifiche che sono state apportate al cerimoniale durante questi anni, sostenendo che l’ eccessiva creatività sta conducendo a "deformazioni della Liturgia al limite del sopportabile". Alcune polemiche sono state avanzate anche per il presunto antisemitismo del rito Tridentino, nelle celebrazioni del Venerdì Santo, infatti, gli ebrei vengono definiti come "perfidi giudei".
“Non c'è nessuna contraddizione tra l'una e l'altra edizione del Missale Romanum. Nella storia della Liturgia c'è crescita e progresso, ma nessuna rottura'', si ostina a ripetere il Papa, che dimostra per l’ennesima volta la sua chiusura, serrandosi dentro le sue convinzioni passatiste. Paradossalmente dunque il motu, nato secondo le intenzioni del Pontefice per ristabilire l'unità all’interno della Chiesa, si prospetta come una questione contraddittoria e di difficile soluzione, che non farà che dividere. Una mossa sbagliata per un’ istituzione che continua a perdere di credibilità proprio a causa di questa ostinata lotta contro l’innovazione e a favore di un recupero di tradizioni aliene alla nostra sensibilità.
Michela Chessa
scritto da Michela Chessa 13:40 - luglio 8 2007
TELECOMCERTO 2007: I GENESIS TORNANO A ROMA
Si prevede un’affluenza notevole al concerto che si terra al Circo Massimo e che vedrà sul palco i Genesis.

ROMA - Quest’anno i protagonisti del Telecomcerto 2007 saranno loro, i Genesis, la storica band capitanata da Peter Gabriel, con Phil Collins alla batteria e voce, Mike Rutherford al basso e Tony Banks alle tastiere. L’ istrionica e trasformista band britannica, nata verso la metà degli anni ’60, si esibirà al Circo Massimo. Il concerto, che è il quinto organizzato dal Telecom Progetto Italia e dal Comune di Roma, prevede la presenza di circa 500 mila persone e proprio per questo la location iniziale, che doveva essere il Colosseo, è stata cambiata.
E’ ufficiale l’assenza di Peter Gabriel all’evento: "Ci sono sempre rumours sul ritorno di Peter - dice Rutherford - ora ancor di più forse perché Peter è in Italia. L'unica cosa di cui abbiamo discusso con lui ruota intorno all'ipotesi di realizzare una nuova versione di ‘The Lamb lies down on Broadway’, che ha compiuto 30 anni. Ma non è imminente, se succederà non sarà prima di uno o due anni".
Il concerto sarà quello di chiusura del “Turn it on again Tour”, che li ha visti riuniti dopo 15 anni, per un tour europeo che ha toccato 21 città.
"Siamo rimasti sorpresi, non eravamo certi di avere un pubblico così numeroso – continua Mike - Abbiamo ricevuto grande calore e sostegno da tutti i pubblici europei. A ottobre scorso abbiamo provato per la prima volta negli Usa, ci sono bastati pochi secondi per ritrovarci".
Si prevede uno spettacolo grandioso, con effetti speciali e elementi mobili che hanno reso famosi i concerti passati dei Genesis e una scaletta che riproporrà i brani più famosi, come “Turn it on again”, “Tonight, Tonight”, “Follow me follow you”, “I know what I like” e molti altri.
"Non modificheremo la scaletta per questo evento - dice Collins - E' uno show che funziona, molto teatrale, con effetti visivi molto potenti. Perché cambiarlo?".
Nonostante l’assenza di Gabriel la band diletterà con il suo rock progressivo i suoi fan italiani e non solo, dato la prevista affluenza di numerosi stranieri all’evento.
Michela Chessa
scritto da Michela Chessa 13:53 - luglio 7 2007
Cattedrale
Mi innalzo verso il cielo con le braccia colme d'universo.
Dentro è l'eco, un rimbombo che rasenta il pavimento, trasformandosi in brivido.
Passi su passi, fino a consumarmi. Dove la simmetria è morte, l'imperfezione vince.
Occhi che incontrano la divina inopulenza. I vostri occhi che scrutano senza posa le mie viscere.
I vostri respiri dentro il cuore. Ho il vostro alito che inumidisce i miei occhi perennemente fissi.
Occhi che hanno abbandonato i loro colori brillanti.
Occhi verso il cielo e contro la terra.
Il mio nome è Argot.
Un giglio incolto che prorompe selvaggio dalla terra.
Iside materna nel mio grembo feconda.
Dedalo mi desidera e si fa strada dentro di me, dedalo semina.
La bellezza che prorompe dalla dissonanza. Un'armonia musicale che mi invade confondendosi al mio corpo.
Io sono Argot e osservo i vostri passi.
Io sono il profondo desiderio che mi creò e l'esile ricerca che vi porta presso di me.
Ricordo le mani che mi hanno sfiorata, i colpi che mi sono stati inferti, le cicatrici che tutti osservate con la bocca schiusa.
Ricordo l'odore del mio primo giorno, il palpito esausto del mio cuore di pietra.
Tutto si muove fuori di qui. Tutto ha una fine.
E i bambini mi corrono dentro e le strade s'innalzano.
Tutto continua ad avere una fine. Tutto va avanti.
Michela

scritto da Michela Chessa 16:37 - luglio 3 2007
Questa non è una canzone d'amore..
E' un mondo ad incastro.
Io pedina da ammansire.
Lili

scritto da Michela Chessa 13:28 - luglio 2 2007
SALMAN RUSHDIE DIVENTA ‘SIR’: SDEGNO DELL’IRAN
Lo scrittore anglo-indiano ha ricevuto la carica di cavaliere dalla Regina Elisabetta d’Inghilterra, per i suoi meriti letterari.

LONDRA – L’autore che fece scaldalo con i suo “Versetti Satanici”, Salman Rushdie, oggi torna a dare adito alle polemiche. Lo scrittore aveva visto emettere nei suoi confronti una condanna a morte dal leader iraniano, l'Ayatollah Khomeini, a causa di questo libro, nel quale racconta la rivelazione coranica con un certo gusto romanzesco, trattando temi legati a questa religione in modo giudicato blasfemo dall’ Ayatollah e dal popolo islamico.

E’ per i suoi meriti nel campo della letteratura che Rushdie ha ricevuto questo titolo, dunque non solo per l’opera ‘maledetta’ del 1988. Il suo scritto più che blasfemo, non fa che ricondurre la religione mussulmana ad un’origine umana, più che divina, e quindi dettata dalla volontà di un singolo individuo. Un’interpretazione opinabile, ma alla quale bisognerebbe riservare la massima libertà d’espressione, senza conseguenza alcuna. Non è così semplice per un popolo conservatore come quello islamico, così che il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha condannato questa iniziativa come un oltraggio contro l’Islam da parte della Gran Bretagna. Evidentemente una reazione eccessiva, visto che il riconoscimento rientra nel campo della letteratura. «Dare un'onorificenza a un apostata e a una figura così odiata - ha affermato il portavoce - pone definitivamente i funzionari della Gran Bretagna in un di braccio di ferro con il mondo islamico”. Rushdie per nove anni si è esiliato a causa della condanna subita, nove anni di fuga per aver scritto un libro, per aver dato voce ad un pensiero. Oggi la vecchia condanna è caduta, ma le parole che vengono pronunciate, e la rinnovata censura per questo titolo offertogli, sembrano farci tornare indietro, regredire.
"I musulmani dovrebbero conferire il titolo di 'sir' e tutte le altre onorificenze a Osama Bin Laden e al mullah Omar, come risposta alla vergognosa decisione di fare baronetto Rushdie", ha dichiarato il deputato pachistano Sami Ul Haq. Forse un semplice pretesto per sottolineare e amplificare lo scontro tra Gran Bretagna e Iran, tra Occidente e Oriente? La lieve differenza è che Rushdie non ha ucciso degli innocenti, ha solo attinto al suo diritto di parola, ha rivisitato in chiave letteraria la storia di una cultura e ha detto la sua. Quello che avrebbe dovuto aprire un dibattito o semplicemente accrescere le menti e le coscienze, ha spalancato in realtà un abisso, nel quale è caduto il comune diritto alla libertà d’espressione.
Michela Chessa
scritto da Michela Chessa 22:12 - giugno 20 2007
Il culto di San Francesco
Le parole di Papa Ratzinger...

"S. Francesco subisce una sorta di mutilazione, quando lo si tira in gioco come testimone di valori pur importanti, apprezzati dall'odierna cultura, ma dimenticando che la scelta profonda, potremmo dire il cuore della sua vita, e' la scelta di Cristo"

Caro Papa,
lei dovrebbe essere grato a questi valori laici, che trascinano un culto ormai decrepito.
Una religione troppo lontana.
"Il suo sguardo sulla natura e' in realta' una contemplazione del Creatore nella bellezza delle creature. Il suo stesso augurio di pace si modula poi come preghiera, giacche' gli fu rivelata la modalita' in cui doveva formularlo: 'Il Signore ti dia la pace'."

"Francesco e' un uomo per gli altri, perche' e' fino in fondo un uomo di Dio. I milioni di pellegrini che passano per queste strade attirati dal carisma di Francesco, devono essere aiutati a cogliere il nucleo essenziale della vita cristiana ed a tendere alla sua 'misura alta', che e' appunto la santita'.


"Non basta che ammirino Francesco: attraverso di lui devono poter incontrare Cristo, per confessarlo e amarlo con 'fede dritta, speranza certa e caritade perfetta."

"i cristiani del nostro tempo si ritrovano sempre piu' spesso a fronteggiare la tendenza ad accettare un Cristo diminuito, ammirato nella sua umanita' straordinaria, ma respinto nel mistero profondo della sua divinita'".

"In Francesco tutto parte da Dio e torna a Dio. Le sue Lodi di Dio altissimo rivelano un animo costantemente rapito nel dialogo con la Trinita'

"Voler separare nel suo messaggio la dimensione 'orizzontale' da quella 'verticale' significa rendere Francesco irriconoscibile"

scritto da Michela Chessa 20:15 - giugno 17 2007
BR: LETTERE MINATORIE PER RISTABILIRE L’ORDINE A NAPOLI
Sette lettere firmate Br mettono in allarme il comune napoletano. Incerta l’attribuzione ad un gruppo terroristico eversivo.

NAPOLI – Sette lettere firmate con la stella a cinque punte brigatista sono state recapitate stamattina a Napoli. Destinate al presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, agli assessori regionali Gabriella Cundari e Corrado Gabriele, al capogruppo Ds regionale Antonio Amato, oltre che al sindaco Rosa Russo Iervolino e agli assessori Ferdinando Di Mezza e Antonio Laudario; contenevano tutte un proiettile. Una minaccia dunque, che interpreta un’ amarezza diffusa a Napoli e in tutta la Campania. Da quanto trapela risulta che le lettere facciano riferimento alla disastrosa situazione in cui versa la regione, dal problema dei rifiuti a quello del lavoro. Un grido rivolto a colmare le lacune di un’amministrazione che non mantiene le promesse. La Digos, che sta dirigendo le indagini, ha avanzato dubbi sull’autenticità delle sette lettere. Sono tutte fotocopie identiche, non presentano alcuna firma che indichi un gruppo brigatista, e la stella a cinque punte sembra essere stata disegnata con tratto incerto e a mano. Questo episodio, che ha precedenti risalenti ad alcuni mesi fa, viene messo dunque in discussione, soprattutto per la diversa grafia delle lettere, che non presenta tratti comuni con quelle spedite tempo addietro ai medesimi rappresentanti comunali. Tuttavia il malcontento rimane e il buon senso, prima ancora che la paura, dovrebbe far muovere passi all’amministrazione.
Michela Chessa
scritto da Michela Chessa 18:03 - giugno 14 2007
Il G8: Un insulto all’intelligenza dei popoli del mondo
GERMANIA: SCONTRI TRA MANIFESTANTI E POLIZIA IN VISTA DEL G8

BERLINO – Mobilitazione di massa a Rostock, nel nordest della Germania, per dimostrare contro il G8, che si terrà proprio in questa località tedesca dal 6 all' 8 Giugno. La manifestazione, in principio portata avanti pacificamente dal corteo, si è poi tramutata in uno scontro tra i circa 500 autonomi e le forze della polizia. Lanci di bottiglie e di sassi hanno preceduto lo scontro, il cui risultato è stato un numero ancora non precisato di dimostranti feriti. Con tutta probabilità la manifestazione è degenerata in seguito alla pretesa della polizia di far cessare il corteo con intimidazioni, come altre occasioni del genere ci hanno inseganto.
Saranno presenti alla manifestazione anche alcuni rappresentanti del partito di Rifondazione comunista, come Roberto Musacchio, capogruppo del partito al Parlamento europeo, Michele De Palma, della segreteria nazionale, e Alfio Nicotra, portavoce del movimento noglobal di Rifondazione. Da molte città italiane, come Milano e Roma, partiranno centinaia di manifestanti. A Rostock è presente anche Vittorio Agnoletto, eurodeputato della sinistra europea, portavoce del Genoa Social Forum durante il G8 del 2001. Oltre alla manifestazione odierna, Agnoletto sarà tra i conferenzieri del seminario: “Relazioni tra Unione europea e Africa”, un’iniziativa del gruppo della Sinistra unitaria europea del Parlamento di Strasburgo. A questo seminario seguiranno altri dibattiti, come quello sulle “Ragioni e risultati della globalizzazione capitalista”, al quale tra gli altri sarà presente Walden Bello, Premio Nobel alternativo.
Molte le accuse che hanno seguito gli scontri odierni; Michele De Palma, responsabile della segreteria nazionale del Prc, ha accusato le forze dell’ordine di aver causato gli incidenti e di non aver gestito la situazione in modo consono. ''La polizia - afferma De Palma - ha attaccato il corteo senza alcun motivo. La manifestazione era stata fino a questo momento assolutamente pacifica. Ora invece nella piazza sono in corso violenti scontri e la polizia non accenna a volersi placare, continuando a caricare, picchiare ed arrestare indiscriminatamente i manifestanti''. Nella sua nota il dirigente di Prc fa un duro attacco anche contro il vertice dei capi di governo delle otto più grandi nazioni del mondo: ''I paesi del G8 - afferma - dovrebbero una volta per tutte capire che le loro riunioni, come questa sul clima, sull'Africa e sul lavoro, sono solo un insulto all'intelligenza dei popoli del mondo''. ''Essi sanno benissimo riconoscere le responsabilita' di questi paesi e gli effetti devastanti delle loro politiche. Hanno prodotto solo poverta', fame, inquinamento e precarieta': l'umanita' intera non puo' che dire basta''.
Michela Chessa
scritto da Michela Chessa 17:06 - giugno 2 2007
POESIA VOMITATA CONTRO LA CENTRALE TURBOGAS
Una protesta sui generis che coinvolge nove poeti e alza un grido violento contro la costruzione di una pericolosa centrale turbogas.

APRILIA – La poesia che combatte, la poesia d’azione, che tenta di innalzarsi e di superare la sua maschera estetizzante. Questo principio è alla base della manifestazione che si svolgerà ad Aprilia il 13 maggio, nella località Campo di Carne. Un urlo poetico e dissidente, che si fa protesta contro la costruzione di una centrale termoelettrica a gas e contro chi mina la salute dei cittadini. Lo stabilimento infatti potrebbe provocare danni gravissimi, come leucemie e tumori, a causa dei nocivi gas emessi, tra i quali il monossido di carbonio, ossidi di azoto, anidride solforosa e polveri sottili, per un raggio di circa 30 chilometri. La centrale dovrebbe sorgere a meno di 500 metri da una scuola elementare, in un quartiere di circa 12.000 persone, influendo anche negativamente sulla risorsa del turismo.
L’iniziativa, proposta e organizzata dal poeta Ugo Magnanti, consisterà in una presentazione di opere molto originale; i poeti metteranno in bocca le loro poesie e le vomiteranno, letteralmente, insieme ad altri liquidi, per protestare contro questo impianto.
Un atto di malessere – si spiega - ma anche un atto simbolicamente aggressivo, concepito per esprimere la ferma disapprovazione nei confronti di una politica energetica altamente nociva per la salute, che non riguarda soltanto la città di Aprilia, ma l’intero Paese.
Altri otto poeti parteciperanno con le proprie opere alla contestazione: Alessandro D’Agostini, fondatore del gruppo “Giovani poeti d’azione”; Angelo Zabaglio, poeta e musicista; Bianca Madeccia, poetessa e artista materica; Antonio Rezza, scrittore e uomo di teatro; Francesca Spessot, poetessa cinica dell’emarginazione; Vitaldo Conte, importante teorico d’arte e professore; infine due poeti “totali” del collettivo Sparajurij di Torino.
Sta sorgendo una nuova poesia impegnata nel sociale, una poesia del dissenso, della contestazione, una poesia che tenta di cambiare le cose e si fa rivoluzionaria.
Michela Chessa
scritto da Michela Chessa 15:04 - maggio 8 2007
La verità fa male

Un giorno è passato dal Concertone del primo maggio, e già insorgono le solite polemiche.
Andrea Rivera, conduttore della manifestazione, insieme alla Gerini e Paolo Rossi, non ha mancato di suscitare scandalo. La Santa Sede ultimamente è molto suscettibile (che non sia un gioco mediatico?Nell'era della comunicazione di massa anche la Santa Chiesa cerca la sua meritata popolarità). Ebbene l'Osservatore Romano denuncia gli attacchi di Rivera al Papa, parlando addirittura di terrorismo. Il presentatore, conosciuto da molti romani come animatore delle nostre notti trasteverine, è un terrorista secondo il periodico ufficiale del Vaticano. Il suo attacco satirico era rivolto al caso Welby e al funerale negatogli dalla Chiesa. Andrea Rivera ha detto una cosa vera, vogliamo censurare la verità? (Sarebbe davvero una grossa novità).
"È terrorismo lanciare attacchi alla Chiesa. È terrorismo alimentare furori ciechi e irrazionali contro chi parla sempre in nome dell'amore, l'amore per la vita e l'amore per l'uomo. È vile e terroristico lanciare sassi questa volta addirittura contro il Papa, sentendosi coperti dalle grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile. Ed usando argomenti risibili, manifestando la solita sconcertante ignoranza sui temi nei quali si pretende di intervenire pur facendo tutt'altro mestiere", queste le parole dell'Osservatore. "Contro chi parla sempre in nome dell'amore", è veramente bellissima, io direi che parla sempre in nome dei propri interessi. Il loro amore per gli embrioni e lo sdegno per ogni forma di diversità ne sono la prova. E vogliamo parlare delle "grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile"? Lo trovo molto offensivo come messaggio e mina infondo gli stessi principi su cui si basa la religione. E' il Papa, in quanto pastore, ad avere un bel gregge di pecore, facilmente impressionabili e spaventate dalla minaccia dell'Inferno; io personalmente ho una mente per pensare, come molti di quei ragazzi. Un'offesa gratuita e rischiosa dunque. La rai si discolpa, io avrei risposto "sì lo abbiamo messo in onda e sapevamo quello che avrebbe detto". Invece rai tre sostiene che le battute non erano tutte concordate, visto che gli artisti hanno un margine di libertà quando poi si tratta di una diretta (grazie a Dio).
"Per me è sovrano il popolo e non gli autori del concerto" così parla Andrea, "Voglio dare voce alla gente comune che non può mai dire in tv quel che pensa. Non è forse vero che a Welby sono stati negati i funerali concessi invece a Pinochet? Chi è l'ipocrita?".
Io sono del parere che c'è sempre posto per la satira e anche per la polemica se necessario.
Riporto due delle battute incriminate:
"Il Papa ha detto che non crede nell'evoluzionismo. Sono d'accordo, infatti la Chiesa non si è mai evoluta". E ancora: "Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, a Franco e per uno della banda della Magliana".
E' il caso di dire che la verità fa male.
"Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi." (Gesù, dal Vangelo secondo Giovanni)
Michela Chessa
scritto da Michela Chessa 19:59 - maggio 2 2007
Fuori da me
Guardo il mondo sempre dalle stesse prospettive. Case, strade, persone. Se potessi entrare in quel palazzo, lì in alto, ed affacciarmi alla finestra, mi stupirei di come esistano diverse sfumature del mio conoscere questa strada, quelle case, queste persone. Mi da il terrore della novità e il senso di squilibrio della perdita di coscienza. Eppure è fin troppo banale. Mi passano accanto e mi vedono come io non saprò mai intravedermi, e guardano da angolazioni diverse quel che io non ho mai cercato di sviscerare. Forse che non ha viscere la realtà tangibile, è il mio pensiero che si smarrisce.
© Michela Chessa

scritto da Michela Chessa 18:31 - marzo 30 2007
Il mondo peggiore
TERRORISMO
La guerra in Iraq ha reso il mondo peggiore
Persone innocenti in tutto il mondo stanno pagando il prezzo del cosiddetto «effetto Iraq», in decine di raid e attentati direttamente collegati all'occupazione militare delle truppe statunitensi e britanniche. Secondo uno studio condotto dal Center on law and security dell'università di New York, le vittime di atti di terrorismo nel periodo compreso tra l'11 settembre e l'invasione dell'Iraq sono state 729. Dall'invasione dell'Iraq a oggi, il numero dei morti in attentati in tutto il mondo è salito a 5.420.
(The Independent, Gran Bretagna)
Ricordate i nomignoli "Little Boy" e "Fat Man", provate a cercare su un libro di storia la data del 6 agosto 1945. Ora ricordate? Che tipo di operazione fu, secondo voi, quella portata avanti dagli Stati Uniti e dal governo Truman? Io dico un atto terroristico. Cosa fa affermare allora a certa gente che è stata la guerra in Iraq a rendere questo mondo peggiore? Le vittime allora furono più di 150.000 e nel giro di soli 4 giorni e non erano forse innocenti? Questo è il mondo peggiore dal 1492 e bisogna aprire gli occhi.

Ricordo alle elementari una mia compagna quando vide questa foto, che nella sua (nostra) ingenuità, provocò stupore e ammirazione per la spettacolarità di quegli arabeschi di fumo. Le maestre l'ammonirono con indulgenza e una lieve afflizione. Come se da quel momento avessero voluto insegnarci a legare quell'immagine e quell'evento a questo sentimento. Un sentimento però sedato, controllato, rassegnato. In me suscita oggi rabbia e rancore. E' un evento che fa parte del passato, sì, ma l'atteggiamento mentale che lo ha provocato è rimasto il medesimo, ed è lo stesso che ha portato a giustificare la guerra in Iraq come conflitto preventivo prima, e lecita propagazione della democrazia poi.
Michela Chessa
scritto da Michela Chessa 15:14 - febbraio 28 2007
“LA NERA NOVELLA”, IL NOIR DI ALDA MERINI
Alda Merini ci racconta il lato oscuro della sua Milano. Il suo primo romanzo noir, “La nera novella”, sarà pubblicato a marzo nella collana 24/7 della Rizzoli.

MILANO – “Sono nata il ventuno a primavera ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle potesse scatenar tempesta.” Un verso di Alda Merini, una delle più grandi poetesse italiane del Novecento, che nella sua poesia ha riversato tutto il dolore della sua condizione esistenziale, l’inquietudine della feroce esperienza del manicomio. La scrittrice si cimenta per la prima volta nella stesura di un romanzo noir. L’ambientazione è quella familiare per lei dei Navigli, nella cui nebbiosa atmosfera si consuma un atroce delitto. Pur non amando la sua città, questa è sempre stata legata indissolubilmente alla sua poetica e considerata da lei “metereopatica, umorale, uggiosa, cantabile e anche contabile”, uno spazio dell’anima adatto dunque a stimolare la mente degli artisti e in questo caso scenario perfetto per il suo nuovo progetto. “A me piacciono gli anfratti bui delle osterie dormienti, dove la gente culmina nell’eccesso del canto, a me piacciono le cose bestemmiate e leggere, e i calici di vino profondi, dove la mente esulta, livello di magico pensiero.” Una tenebra poetica che è sempre emersa prepotentemente dai suoi versi e che ora si accinge a raggiungere una differente valvola di sfogo. Affrontare la lettura di Alda Merini limitandosi a considerare il principio livellatore della genialità sregolata è alquanto riduttivo, e con tutta probabilità questo nuovo lavoro in cantiere ci darà prova della sua capacità di distaccarsi dalla propria storia individuale, per affrontare i suoi demoni attraverso altri percorsi. La sua è la scienza del dolore umano, che mostra il tormento tangibile della vita. Il momento della lettura consacra l’unione dei nostri affanni, divoriamo una sofferenza che era già nostra prima d’essere ingoiata, un male ignoto eppur familiare che non avrebbe potuto essere espresso diversamente. Una finestra sul baratro delle sensazioni che ci cattura e trascina con il suo linguaggio visionario e allo stesso tempo profano, dis-incantato e incantante. “L'inferno è la mia passione”, ci dice, e il suo ultimo lavoro ci farà scorgere questo abisso dalla prospettiva straniante del romanzo, attraverso la geniale sensibilità di un’autrice superba e appassionata.
Michela Chessa
scritto da Michela Chessa 20:15 - febbraio 13 2007
CENSURA DEGNA DELL’ INQUISIZIONE MEDIEVALE
Breda Smolnikar, scrittrice slovena, è stata sottoposta a censura a causa di un suo libro autobiografico. Sorte riservata a molti altri suoi colleghi.
SLOVENIA - Una sentenza di un tribunale rischia di mandare sul lastrico una scrittrice, Breda Smolnikar, il suo ultimo romanzo è stato messo all'indice a causa delle accuse che le sono state rivolte da due fantomatiche sorelle. Le parenti, delle quali la Smolnikar ignorava l'esistenza, hanno rivendicato dei diritti sul suo romanzo autobiografico, sostenendo che l'immagine dei genitori, ormai morti, sia stata compromessa dal suo libro. La grande offesa non potrà essere lavata se non con un cospicuo risarcimento. Per protesta la scrittrice ha organizzato un rogo in piazza dei suoi libri. Questo è uno dei tanti casi di censura vera e propria, di limitazione della libertà d'espressione, che si sono verificati anche in altri paesi appartenenti all'ex Jugoslavia. Così nella Serbia dove Vladimir Mitric, giornalista, è stato aggredito da sconosciuti il 12 settembre 2005 per i suoi articoli critici o in Croazia con Predrag Matvejevic, condannato per aver definito Franjo Tudjman un "talebano".
In Italia di questo fatto e delle molte altre censure si sa veramente poco, ma come scrittori e come uomini in primis, credo interessi noi tutti.

Michela Chessa
scritto da Michela Chessa 12:28 - gennaio 28 2007
Contro di me
"Ho smesso di affondare le lamette nelle mie braccia, ho smesso di ferirmi, di malmenare un'anima che è troppo stanca anche di soffrire. Non credere che non abbia rimorsi, che non mi sia punita abbastanza per ogni errore. Errori a volte che nemmeno ho commesso. Ho straziato il mio paradiso di salici lasciandolo lentamente cadere nell'ombra. Straziato al pari della mia pelle è un cuore che non si cura più di rispondere. Pagherò tutto in un altro modo. Nasconderò le cicatrici e avrò pena solo di me stessa. Nasconderò solo il dolore, perchè rimanga stretto a farmi compagnia in notti in cui nemmeno lui riuscirà a capire. Nasconderò le lacrime che non merito di piangere. Come se una momentanea felicità possa ripagarmi del male.
Quella balconata, quella bellissima balconata, arrivo alla ringhiera e non ho nemmeno la forza di guardare sotto, mi accuccio lì aspettando che arrivi a prendermi per mano mio padre. Con il viso nascosto tra le mani."
Anni fa un insano dolore mi violentava l'anima e la scriittura era la mia arma.
Oggi percepisco lontano quel frastuono di urla, lo ricordo come se stessi sognando, immerso in una nebbia narcotizzante.
Rimpiango solo l'impeto, rimpiango il non aver mutato quell'arma in un dono, rimpiango di non saper più gridare. Sento forte l'inutilità di ogni grido, vado avanti per me e un po' contro di me. L'odio ha lasciato il posto alla nausea. Il dolore ad una latente follia, banale ed inflazionata.
Trovo conforto tra le braccia dell'amore, stabile finalmente, e ringrazio me stessa per essere tornata indietro, o forse è meglio dire per essere andata avanti. Un gesto ti sconvolge la vita, ho un ricordo vivido di quell'istante e ho i brividi al pensiero che avrei potuto scegliere di non osare.
Vado avanti per me e contro di me.
© Michela Chessa

( Lorena Rodriguez - Metamorfosis)
scritto da Michela Chessa 11:18 - gennaio 26 2007
Degrado
Il vero peccato è os-tentare una vita in degrado.
Memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris.
© Michela

scritto da Michela Chessa 19:33 - dicembre 21 2006