TERRORISMO
La guerra in Iraq ha reso il mondo peggiore
Persone innocenti in tutto il mondo stanno pagando il prezzo del cosiddetto «effetto Iraq», in decine di raid e attentati direttamente collegati all'occupazione militare delle truppe statunitensi e britanniche. Secondo uno studio condotto dal Center on law and security dell'università di New York, le vittime di atti di terrorismo nel periodo compreso tra l'11 settembre e l'invasione dell'Iraq sono state 729. Dall'invasione dell'Iraq a oggi, il numero dei morti in attentati in tutto il mondo è salito a 5.420.
(The Independent, Gran Bretagna)
Ricordate i nomignoli "Little Boy" e "Fat Man", provate a cercare su un libro di storia la data del 6 agosto 1945. Ora ricordate? Che tipo di operazione fu, secondo voi, quella portata avanti dagli Stati Uniti e dal governo Truman? Io dico un atto terroristico. Cosa fa affermare allora a certa gente che è stata la guerra in Iraq a rendere questo mondo peggiore? Le vittime allora furono più di 150.000 e nel giro di soli 4 giorni e non erano forse innocenti? Questo è il mondo peggiore dal 1492 e bisogna aprire gli occhi.
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Ricordo alle elementari una mia compagna quando vide questa foto, che nella sua (nostra) ingenuità, provocò stupore e ammirazione per la spettacolarità di quegli arabeschi di fumo. Le maestre l'ammonirono con indulgenza e una lieve afflizione. Come se da quel momento avessero voluto insegnarci a legare quell'immagine e quell'evento a questo sentimento. Un sentimento però sedato, controllato, rassegnato. In me suscita oggi rabbia e rancore. E' un evento che fa parte del passato, sì, ma l'atteggiamento mentale che lo ha provocato è rimasto il medesimo, ed è lo stesso che ha portato a giustificare la guerra in Iraq come conflitto preventivo prima, e lecita propagazione della democrazia poi.
Michela Chessa
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