Coincidenze
Io sono esattamente il tipo di persona, e non ho idea se sia innata prerogativa o acquisita peculiarità, che sorride beffardamente alle coincidenze.
Persino per quanto concerne i piccoli inquietanti casi della vita, non mi spreco a cercare il filo rosso o la presenza minacciosa che dietro vi si cela.
Vi faccio un breve esempio.
Vi è mai capitato di lasciare un oggetto in una determinata posizione e di ritrovarlo poco dopo in un'altra? Convintissimi di non aver spostato l'ipotetico candelabro dall' antica postazione di guardia, ora vi ritrovate a guardarlo in un altro lato della stanza. Le reazioni ad una cosa simile sono molteplici.
Io in un caso del genere agirei come segue: Lo prenderei e lo rimetterei a posto, proseguendo poi la mia normale attività.
Per chi non crede nei fantasmi la più logica delle ipotesi è quella di una personale o altrui sbadataggine. Fermo restando che, nel caso contingente la sottoscritta, si tratta di un cambiamento di posizione che può essere avvenuto solo nella mezz'ora in cui non è stato guardato l'oggetto e soprattuto è da considerare il fatto che, nella suddetta mezz'ora, nessun uomo o animale ha varcato la porta della stanza.
Nonostante ciò, il pensiero che io possa aver involontariamente spostato l'oggetto, per quanto la mia mente si ribelli all'ipotesi, permane e mi rende semplice obliare l'accaduto.
Ora, nel caso in cui questa circostanza si ripeta, lì prende vita la coincidenza.
Le coincidenze provocano un inusuale timore, per il semplice fatto che siamo abituati a considerare ogni reazione come la conseguenza di una determinata azione. Qualora venga a mancare l'azione e la reazione sia ben evidente, non possiamo fare altro che rimanere spiazzati dinnanzi all'immensa pochezza umana. Ciò che percepiamo è una parte molto limitata del reale, secondo la mia personale visione.
Vi è mai capitato di leggere una parola insolita, ascoltare una vecchia canzone, ritrovare dopo tanto tempo una persona? Ed è mai successo che la stessa parola qualche giorno dopo, o addirittura qualche ora dopo, è stata pronunciata dalla persona con cui vi accingevate a trascorrere una tranquilla serata?
E' mai successo che quella canzone, quella persona, quella strada, siano riapparse dove non dovevano essere, dove non avevano alcun senso di esistere? E tutto ciò vi abbia costretto a dire: 'Ma pensa che coincidenza..'
Vi parlo di coincidenze insensate, casuali e scatenanti, vi parlo di pensieri così veloci e liquidi che è difficile afferrarli. E le mie parole sono solo l'ombra dell'ombra del concetto che vorrei condividere con voi.
Ad ogni modo ho imparato a conviverci e ad amarle come ogni singolo brivido che mi tiene in vita.
Michela Chessa
scritto da Michela Chessa 14:47 - agosto 24 2007
Questa non è una canzone d'amore..
E' un mondo ad incastro.
Io pedina da ammansire.
Lili

scritto da Michela Chessa 13:28 - luglio 2 2007
Writer's block
Nausea da carta bianca.

scritto da Michela Chessa 20:38 - aprile 26 2007
Fuori da me
Guardo il mondo sempre dalle stesse prospettive. Case, strade, persone. Se potessi entrare in quel palazzo, lì in alto, ed affacciarmi alla finestra, mi stupirei di come esistano diverse sfumature del mio conoscere questa strada, quelle case, queste persone. Mi da il terrore della novità e il senso di squilibrio della perdita di coscienza. Eppure è fin troppo banale. Mi passano accanto e mi vedono come io non saprò mai intravedermi, e guardano da angolazioni diverse quel che io non ho mai cercato di sviscerare. Forse che non ha viscere la realtà tangibile, è il mio pensiero che si smarrisce.
© Michela Chessa

scritto da Michela Chessa 18:31 - marzo 30 2007
Contro di me
"Ho smesso di affondare le lamette nelle mie braccia, ho smesso di ferirmi, di malmenare un'anima che è troppo stanca anche di soffrire. Non credere che non abbia rimorsi, che non mi sia punita abbastanza per ogni errore. Errori a volte che nemmeno ho commesso. Ho straziato il mio paradiso di salici lasciandolo lentamente cadere nell'ombra. Straziato al pari della mia pelle è un cuore che non si cura più di rispondere. Pagherò tutto in un altro modo. Nasconderò le cicatrici e avrò pena solo di me stessa. Nasconderò solo il dolore, perchè rimanga stretto a farmi compagnia in notti in cui nemmeno lui riuscirà a capire. Nasconderò le lacrime che non merito di piangere. Come se una momentanea felicità possa ripagarmi del male.
Quella balconata, quella bellissima balconata, arrivo alla ringhiera e non ho nemmeno la forza di guardare sotto, mi accuccio lì aspettando che arrivi a prendermi per mano mio padre. Con il viso nascosto tra le mani."
Anni fa un insano dolore mi violentava l'anima e la scriittura era la mia arma.
Oggi percepisco lontano quel frastuono di urla, lo ricordo come se stessi sognando, immerso in una nebbia narcotizzante.
Rimpiango solo l'impeto, rimpiango il non aver mutato quell'arma in un dono, rimpiango di non saper più gridare. Sento forte l'inutilità di ogni grido, vado avanti per me e un po' contro di me. L'odio ha lasciato il posto alla nausea. Il dolore ad una latente follia, banale ed inflazionata.
Trovo conforto tra le braccia dell'amore, stabile finalmente, e ringrazio me stessa per essere tornata indietro, o forse è meglio dire per essere andata avanti. Un gesto ti sconvolge la vita, ho un ricordo vivido di quell'istante e ho i brividi al pensiero che avrei potuto scegliere di non osare.
Vado avanti per me e contro di me.
© Michela Chessa

( Lorena Rodriguez - Metamorfosis)
scritto da Michela Chessa 11:18 - gennaio 26 2007
Ipa
Stanotte sognerò tutti i simboletti IPA armati di incudine martelletto e staffa in sella ad una coclea con conducente Saussure e cocchiere Chomskj.

E' come se domani smettessi di fumare......
scritto da Michela Chessa 18:57 - gennaio 17 2007
Degrado
Il vero peccato è os-tentare una vita in degrado.
Memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris.
© Michela

scritto da Michela Chessa 19:33 - dicembre 21 2006
L'orrore
Perchè uccidono? Bocche spalancate, disgustate, orrore. Gridano. Orrore.
Riusciamo a fare solo questo, cambiano le mani, i luoghi, le motivazioni, ma il risultato è l'orrore.
© Michela
scritto da Michela Chessa 22:55 - dicembre 16 2006