Onniscienza

Salmo 138

"... Non ti erano nascoste le mie ossa
quando venivo formato nel segreto,
intessuto nelle profondità della terra.

Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi
e tutto era scritto nel tuo libro;

i miei giorni erano fissati,
quando ancora non ne esisteva uno
...."

Questo Salmo sottolinea l'onniscienza di Dio fin dalle origini della vita di ogni individuo, e viene preso come testimonianza del fatto che anche l'embrione ha in sè già scritto tutto un destino.
Questo non farebbe che dimostrare come l'aborto sia un omicidio vero e proprio, con tutti i crismi insomma (come dico io).

Se Dio conoscesse davvero il destino di ogni embrione, di certo non gli sarebbero sfuggiti taluni personaggi della nostra storia.

Dunque, o il vostro Dio si è trovato questo mondo per le mani e si è stancato di stargli dietro, questo lo renderebbe un Creatore, sì onnisciente, ma anche menefreghista e dunque non il buon Dio cristiano.
Altrimenti il vostro caro Dio non è onnipresente e allora l'embrione non è ancora una vita, non ha in sè nulla di scritto, probabilmente non prova nemmeno dolore, e quindi sarebbero da rivedere alcune argomentazioni sulle quali si basano le tesi della Chiesa.

Questione annosa e insolubile.

Tanto per fare la parte della femminista, che ultimamente ho trascurato, vedete nelle foto qui sopra qualche donna? Forse mi sfuggono, se è così fatemelo presente, ma saranno di certo rare eccezzioni.
Il mondo dovremmo prenderlo in mano noi, perchè solo le donne hanno la capacità di condividere il potere senza eliminarsi a vicenda, ce l'abbiamo nel DNA lo spirito comunitario.
Rifletteteci, secondo voi perchè andiamo sempre al bagno insieme? Ci teniamo la mano e non facciamo a gara a chi ce le ha più grosse?
La rivalità è nostra prerogativa è vero, ma facciamo presto a metterla da parte per un obiettivo comune e non abbiamo bisogno di essere prime, perchè camminare a fianco ci da molta più sicurezza, facciamo muro contro il dolore e la meschinità e non abbiamo bisogno d'armi per sentirci dominanti.
Riflettete uomini. Riflettete.

Michela

scritto da Michela Chessa 18:38 - agosto 4 2007
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Banalità cristiana

"Se gli uomini vivessero in pace con Dio e tra di loro la Terra assomiglierebbe veramente a un paradiso. Il peccato ha rovinato il progetto divino. Avviene così che gli uomini si fanno guerra gli uni gli altri.
Così, in questo stupendo giardino che è il mondo, si aprono spazi di inferno".
(Papa Benedetto XVI)




Più gettate l'occhio nel baratro e più desiderate distruggere il giardino meraviglioso, insieme a tutti i suoi palazzi di vetro.





Questi spazi d'inferno di cui non potete fare a meno.




Perchè dunque non scegliere il male che ci sembra minore.

Perchè non scegliere quale inferno preferiamo vivere?

scritto da Michela Chessa 19:58 - luglio 22 2007
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Cristianesimo

"Il cristianesimo è l'unica religione che si propone di aumentare le già innumerevoli sofferenze della vita degli uomini."

Joseph Conrad

scritto da Michela Chessa 13:43 - luglio 8 2007
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TORNA LA MESSA IN LATINO NELLE CHIESE

Benedetto XVII liberalizza la liturgia in latino, che era stata limitata dopo la riforma del Secondo Concilio Vaticano del 1962-65.

 

ROMA - Con il motu proprio "Summorum Pontificum", pubblicato oggi, Benedetto XVI permetterà l’uso della liturgia in latino. ''Il Messale Romano promulgato da Paolo VI è l'espressione ordinaria della 'lex orandi' (legge della preghiera) della Chiesa cattolica di rito latino. Tuttavia il Messale Romano promulgato da S. Pio V e nuovamente edito dal beato Giovanni XXIII deve venir considerato come espressione straordinaria della stessa 'lex orandi' e deve essere tenuto nel debito onore per il suo uso venerabile e antico'', queste sono le prime righe del motu, che entrerà in vigore a partire dal 14 settembre. La liturgia romana anteriore alla riforma del 1970 non sarà imposta, ma i fedeli avranno la possibilità di richiederne lo svolgimento. Prima di questa promulgazione invece sarebbe stata necessaria un’ autorizzazione del vescovo per praticare la forma straordinaria della liturgia.
Nella lettera ai vescovi, che accompagna il "Sommorum Pontificum", il Papa si propone di chiarire i dubbi nati da quest’ultimo, sostenendo che non si tratta di un attacco al Concilio e alla riforma liturgica: “Una più ampia possibilità dell'uso del messale del 1962 non porterà a disordini o addirittura a spaccature nelle comunità parrocchiali", afferma  
Ratzinger. Pur non trattandosi di un obbligo, le critiche del Papa non fanno che allontanare la liturgia dai fedeli, soprattutto dai più giovani, infatti Benedetto XVI disapprova alcune delle modifiche che sono state apportate al cerimoniale durante questi anni, sostenendo che l’ eccessiva creatività sta conducendo a "deformazioni della Liturgia al limite del sopportabile". Alcune polemiche sono state avanzate anche per il presunto antisemitismo del rito Tridentino, nelle celebrazioni del Venerdì Santo, infatti, gli ebrei vengono definiti come "perfidi giudei".

Non c'è nessuna contraddizione tra l'una e l'altra edizione del Missale Romanum. Nella storia della Liturgia c'è crescita e progresso, ma nessuna rottura'', si ostina a ripetere il Papa, che dimostra per l’ennesima volta la sua chiusura, serrandosi dentro le sue convinzioni passatiste. Paradossalmente dunque il motu, nato secondo le intenzioni del Pontefice per ristabilire l'unità all’interno della Chiesa, si prospetta come una questione contraddittoria e di difficile soluzione, che non farà che dividere. Una mossa sbagliata per un’ istituzione che continua a perdere di credibilità proprio a causa di questa ostinata lotta contro l’innovazione e a favore di un recupero di tradizioni aliene alla nostra sensibilità.

 

Michela Chessa

scritto da Michela Chessa 13:40 - luglio 8 2007
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Il culto di San Francesco

 

Le parole di Papa Ratzinger...

"S. Francesco subisce una sorta di mutilazione, quando lo si tira in gioco come testimone di valori pur importanti, apprezzati dall'odierna cultura, ma dimenticando che la scelta profonda, potremmo dire il cuore della sua vita, e' la scelta di Cristo"

Caro Papa,
lei dovrebbe essere grato a questi valori laici, che trascinano un culto ormai decrepito.
Una religione troppo lontana.

"Il suo sguardo sulla natura e' in realta' una contemplazione del Creatore nella bellezza delle creature. Il suo stesso augurio di pace si modula poi come preghiera, giacche' gli fu rivelata la modalita' in cui doveva formularlo: 'Il Signore ti dia la pace'."

"Francesco e' un uomo per gli altri, perche' e' fino in fondo un uomo di Dio. I milioni di pellegrini che passano per queste strade attirati dal carisma di Francesco, devono essere aiutati a cogliere il nucleo essenziale della vita cristiana ed a tendere alla sua 'misura alta', che e' appunto la santita'.

"Non basta che ammirino Francesco: attraverso di lui devono poter incontrare Cristo, per confessarlo e amarlo con 'fede dritta, speranza certa e caritade perfetta."

"i cristiani del nostro tempo si ritrovano sempre piu' spesso a fronteggiare la tendenza ad accettare un Cristo diminuito, ammirato nella sua umanita' straordinaria, ma respinto nel mistero profondo della sua divinita'".

 "In Francesco tutto parte da Dio e torna a Dio. Le sue Lodi di Dio altissimo rivelano un animo costantemente rapito nel dialogo con la Trinita'

 

"Voler separare nel suo messaggio la dimensione 'orizzontale' da quella 'verticale' significa rendere Francesco irriconoscibile"

 

scritto da Michela Chessa 20:15 - giugno 17 2007
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Crimen Sollicitationis

Ecco il motivo per il quale non si sente mai di provvedimenti contro la pedofilia all'interno della classe ecclesiastica.

Crimen sollicitationis (in latino "crimine di sollecitazione") è un documento segreto emesso dal Santo Ufficio del Vaticano (adesso conosciuto come Congregazione per la Dottrina della Fede) nel 1962, che fornisce istruzioni ai vescovi cattolici su come trattare i casi nei quali i preti erano accusati di usare la segretezza del confessionale per fare avances sessuali ai penitenti. Non solo, tramite esso si danno istruzioni su come porsi innanzi a casi di "crimini peggiori", nei quali un prete è sessualmente coinvolto con un animale, bambino o uomo. Gli avvocati canonici sono in disaccordo sul limite temporale secondo il quale il documento sarebbe ancora in vigore. Tale documento è stato redatto dal Cardinale Alfredo Ottaviani e approvato da papa Giovanni XXIII.

Il documento invoca segretezza sia per i casi trattati che per il documento stesso. Esso impone segretezza persino sulle vittime degli abusi sessuali. Sono imposte misure estreme per la violazione della segretezza, comprese la scomunica, la quale può essere inflitta e tolta solo dal papa in persona. Alcuni vescovi, come conseguenza, sostengono di non averne mai conosciuto l'esistenza.

La prima volta che Crimen sollicitationis apparve sotto i riflettori fu nel 2001 in quanto ne fu fatta menzione in una lettera scritta dall'allora Cardinale Ratzinger ai vescovi del mondo, riguardante nuove procedure atte a fronteggiare le accuse sugli abusi sessuali minorili da parte di preti cattolici. I legali coinvolti nei casi contro la Chiesa (numerosi negli Stati Uniti) hanno sostenuto che il documento è prova di ostruzione alla giustizia (obstruction of justice). Come risposta, i difensori della condotta della Chiesa hanno sostenuto che la pratica della segretezza riguardava solo le leggi canoniche (la cui conseguenza estrema alla violazione era la scomunica) e che ciò non impediva ad un vescovo di riferire alle autorità civili su casi di pedofilia interna. Essi hanno inoltre sostenuto che, siccome il documento imponeva segretezza, sarebbe stato improbabile poter influenzare le azioni dei funzionari della Chiesa, tranne quelle di cui si era a conoscenza.

(da Wikipedia)

scritto da Michela Chessa 14:56 - maggio 17 2007
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La verità fa male

Un giorno è passato dal Concertone del primo maggio, e già insorgono le solite polemiche.
Andrea Rivera, conduttore della manifestazione, insieme alla Gerini e Paolo Rossi, non ha mancato di suscitare scandalo. La Santa Sede ultimamente è molto suscettibile (che non sia un gioco mediatico?Nell'era della comunicazione di massa anche la Santa Chiesa cerca la sua meritata popolarità). Ebbene l'Osservatore Romano denuncia gli attacchi di Rivera al Papa, parlando addirittura di terrorismo. Il presentatore, conosciuto da molti romani come animatore delle nostre notti trasteverine, è un terrorista secondo il periodico ufficiale del Vaticano. Il suo attacco satirico era rivolto al caso Welby e al funerale negatogli dalla Chiesa. Andrea Rivera ha detto una cosa vera, vogliamo censurare la verità? (Sarebbe davvero una grossa novità).

 "È terrorismo lanciare attacchi alla Chiesa. È terrorismo alimentare furori ciechi e irrazionali contro chi parla sempre in nome dell'amore, l'amore per la vita e l'amore per l'uomo. È vile e terroristico  lanciare sassi questa volta addirittura contro il Papa, sentendosi coperti dalle grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile. Ed usando argomenti risibili, manifestando la solita sconcertante ignoranza sui temi nei quali si pretende di intervenire pur facendo tutt'altro mestiere", queste le parole dell'Osservatore. "Contro chi  parla sempre in nome dell'amore", è veramente bellissima, io direi che parla sempre in nome dei propri interessi. Il loro amore per gli embrioni e lo sdegno per ogni forma di diversità ne sono la prova. E vogliamo parlare delle "grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile"? Lo trovo molto offensivo come messaggio e mina infondo gli stessi principi su cui si basa la religione. E' il Papa, in quanto pastore, ad avere un bel gregge di pecore, facilmente impressionabili e spaventate dalla minaccia dell'Inferno; io personalmente ho una mente per pensare, come molti di quei ragazzi. Un'offesa gratuita e rischiosa dunque. La rai si discolpa, io avrei risposto "sì lo abbiamo messo in onda e sapevamo quello che avrebbe detto". Invece rai tre sostiene che le battute non erano tutte concordate, visto che gli artisti hanno un margine di libertà quando poi si tratta di una diretta (grazie a Dio).
"Per me è sovrano il popolo e non gli autori del concerto" così parla Andrea, "Voglio dare voce alla gente comune che non può mai dire in tv quel che pensa. Non è forse vero che a Welby sono stati negati i funerali concessi invece a Pinochet? Chi è l'ipocrita?". 
Io sono del parere che c'è sempre posto per la satira e anche per la polemica se necessario.
Riporto due delle battute incriminate:
"Il Papa ha detto che non crede nell'evoluzionismo. Sono d'accordo, infatti la Chiesa non si è mai evoluta". E ancora: "Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, a Franco e per uno della banda della Magliana".
E' il caso di dire che la verità fa male.

"Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi." (Gesù, dal Vangelo secondo Giovanni)

Michela Chessa

scritto da Michela Chessa 19:59 - maggio 2 2007
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No alle famiglie "fuori norma"

Il vaticano continua la sua battaglia contro i Pacs

Durante il congresso internazionale promosso dall' istituto Giovanni Paolo II per gli studi su matrimonio e famiglia Benedetto XVI ribadisce la sua contrarietà nei confronti dei Pacs, sostenendo la necessità di tutelare la famiglia "normale". Il Pontefice dall'alto della sua carica pretende di conoscere cosa sia l'amore vero, sostenendo per contro che l'amore omosessuale è un "amore debole", poichè è un'unione che non favorisce il progresso della specie. D'altronde Dio disse "Andate e moltiplicatevi". La realtà è che una simile minoranza non può minare le fondamenta della famiglia, una famiglia che oggi nella maggioranza dei casi non ha basi stabili a causa di ben altri fattori. Non sono certo i Pacs a minare il nucleo familiare che il Pontefice sostiene "normale". E certo non è eliminando la possibilità dei Pacs che le coppie di fatto rinunceranno al loro diritto di amare e diventerrano come Dio comanda, è il caso di dirlo.

© Michela Chessa

scritto da Michela Chessa 18:40 - dicembre 9 2006
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