All’assemblea nazionale di AN Fini afferma l’importanza della creazione di un partito unico, sostenendo la novità del Partito democratico e suscitando la reazione della destra intransigente.

ROMA - "Il centrodestra ha il vento in poppa ma difetta di strategia, mentre il centrosinistra pur nelle sue difficoltà una strategia ce l'ha", queste le parole del presidente di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini, all’assemblea nazionale del partito.
Per Fini la rinuncia alla creazione di un partito unico è un passo indietro per il centro destra, parlando di ‘errore strategico’, sottolinea l’importanza e la ventata innovativa del Partito democratico e chiede all’opposizione di non “liquidare la nascita del Partito democratico solo come un tentativo di cambiare il direttore d'orchestra”.
L’alleanza tra AN e Forza Italia non è tuttavia in discussione, ma la tensione è evidente.
"Fino a ieri c'era la prospettiva di un partito unitario del centrodestra, ipotesi ora sfumata. A questo punto An deve fare un salto di qualità in avanti" - così commenta Gianni Alemanno, dando manforte al presidente di AN - "Serve un patto di un anno nel partito per arrivare alle scadenze elettorali, per ridare vitalità alla Cdl e sfidare Walter Veltroni, candidato del centrosinistra da non sottovalutare".
Un altro tema affrontato da Fini all’assemblea è stato quello della ritirata di molti membri dal partito; "E' vero che c'è qualcuno che se ne va, ma ci sono tanti, tanti altri che vengono a condividere con noi la nostra battaglia politica", con queste parole il Presidente di AN ha tentato di attenuare il problema, che tuttavia rimane considerevole.
Storace attacca, accusando l’Alleanza di aver preso posizioni centriste: "Fini continui pure a polemizzare con noi e con Berlusconi. Noi preferiamo combattere Prodi. Alleanza Nazionale è allo sbando, senza una strategia e per questo la gente se ne va: è un partito residualmente personale".
Tutto ciò dimostra chiaramente che le scissioni interne non sono prerogativa della sinistra che governa attualmente il Paese e che c’è bisogno di un potere forte che non scenda a compromessi su quelli che sono i problemi irrisolti dell’Italia.
Michela Chessa
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