ECCO COSA VOGLIONO FARE ALLE NOSTRE UNIVERSITA'
ECCO COSA PREVEDE LA LEGGE DI TREMONTI E GELMINI
- Blocco delle assunzioni: nei prossimi tre anni è prevista una sola assunzione ogni cinque pensionamenti. Il che vuol dire una drammatica riduzione del turn over e un conseguente invecchiamento della classe docente, già ora fra le più vecchie d’Europa. Ciò segnerà anche l'impossibilità d’accesso alla ricerca ed alla didattica dei più giovani, allungando in modo insostenibile i tempi del reclutamento. Saranno assunti solo i pochissimi che possono aspettare i tempi delle lunghissime e indecorose “liste d'attesa”: per gli altri che non vengono da una famiglia benestante c'è la rinuncia o la fuga all'estero. Un abbandono che impoverisce tutta la società, visto che l’istruzione e la ricerca non sono spese superflue, ma ciò su cui si gioca il futuro di un paese.
- Taglio ai fondi di finanziamento ordinario: fino al 2013 sono previsti tagli per 1mld 441 milioni di euro, una sottrazione pari a circa il 20% in meno ogni anno rispetto al bilancio 2008. Bilancio peraltro già irrisorio, visto che il 90% delle Università è costretta già da ora a sfondare i tetti di spesa. Questi tagli porteranno a un aumento indiscriminato delle tasse e del numero di studenti per docente, e ad un ulteriore peggioramento della qualità della didattica, della ricerca e di tutti i servizi, con riduzione delle borse di studio, peggioramento o chiusura di mense, biblioteche, laboratori, segreterie, residenze universitarie...
- Possibilità di trasformare le Università in fondazioni di diritto privato: per finanziarsi e sfruttare al massimo la loro “autonomia” (ma autonomia da cosa? Dai vincoli di civiltà che la collettività pone agli interessi smodati del mercato!), le Università apriranno a soggetti privati, come singoli finanziatori o aziende, l’accesso negli organi direttivi degli Atenei. Chiaramente, nessuno dà niente per niente, e così verrà alienato ciò che appartiene a tutti. Conseguenze: adeguamento dei programmi agli interessi delle aziende, maggiore controllo della ricerca (saranno infatti finanziati solo i programmi che rientrano in determinati criteri stabiliti dal governo o dall'UE), sino alla svendita “materiale” del patrimonio immobiliare per reperire fondi.
Come dottorandi, borsisti, precari della ricerca, ricercatori a contratto, a tempo, “a clemenza” e sempre “a disposizione”, giudichiamo questa riforma, più ancora delle precedenti, una vera e propria barbarie. In consonanza con la ristrutturazione neoliberista del mercato del lavoro, siamo frammentati in miriadi di contratti diversi, sottopagati o senza alcuna retribuzione, senza diritti né riconoscimenti di alcun tipo, vincolati a logiche baronali e di cooptazione. Possiamo accedere ad un contratto decente solo se “affiliati” alla giusta cordata di ordinari, siamo costretti a subire la spartizione di posti ad personam, e meccanismi di reclutamento corrotti e farseschi, portati avanti da gruppi di potere attraverso lo scambio di favori. E questo nonostante la Costituzione preveda concorsi aperti e trasparenti per l'accesso alle cariche pubbliche (art. 97), sia “fondata sul lavoro” protetto e a tempo indeterminato (art. 1) e debba operare per “la rimozione di tutti gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese” (art. 3)!
Questi elementi ci rendono difficile riconoscerci come soggetto e iniziare qualsiasi tipo di lotta. Ma di fatto nelle mansioni, nella nostra attività quotidiana, noi siamo un soggetto unitario. Si fa tanto parlare della nostra presunta debolezza, della nostra impossibilità di essere motore di questo movimento senza l’appoggio di poteri forti, delle istituzioni e dei vari baroni. Noi pensiamo invece che siano loro ad essere deboli e ad aver bisogno di utilizzare (e gestire a loro piacimento) la protesta per difendere i loro privilegi. Dobbiamo essere accorti e realisti: oggi ci blandiscono in nome di un presunto interesse comune, ma domani la carrozza tornerà zucca, e, come tutte le teste di legno, una volta divenuti inutili, verremo scaricati.
All’Università italiana mancano almeno 30.000 ricercatori per rientrare nella media OCSE. Abbiamo il minor numero di dottori di ricerca e di ricercatori per abitante d’Europa. Non certo per preoccupazioni di ordine sociale o culturale, ma solo per “armarsi” nell'aspra competizione del mercato globale, i governi dell'UE si sono impegnati nel 2002 a destinare alla ricerca almeno il 3% del PIL: il nostro paese ne spende oggi l’1%. Ma anche in un periodo di crisi economica vanno cercate altrove le spese da tagliare: l’Italia è all’8° posto al mondo per spese militari (25mld di euro, oltre il 2% del PIL, in incremento continuo), senza parlare dell'evasione fiscale e dei 3mld di euro impegnati per finanziare i privilegi di una delle classi politiche più ricche e corrotte d'Europa!
Oggi più che mai rivendichiamo il fatto che l'Università si regge sul lavoro di circa 60.000 precari, di fatto la metà di tutti addetti alla didattica e alla ricerca. Insieme agli studenti e ai lavoratori sono i primi a risentire di questa situazione, e, proprio come loro, non hanno privilegi da difendere e devono dunque allearsi per contrastare l'asservimento del pubblico agli interessi del privato e ai disegni di Confindustria, messi in pratica dal governo di centrosinistra prima, e da quello di centrodestra oggi.
Non vogliamo difendere l’Università del presente, classista e baronale, ma rilanciare: ripensare la Scuola e l'Università come luoghi di critica e strumenti sociali di emancipazione, aperta al territorio ed alle forze progressive della società.
CONTRO LA TRASFORMAZIONE DELLE UN’UNIVERSITÀ IN FONDAZIONI !
CONTRO IL BLOCCO DELLE ASSUNZIONI !
CONTRO I TAGLI AI FINANZIAMENTI !
(From Dottorandi,Ricercatori Univ. NA)
scritto da Michela Chessa 20:41 - ottobre 20 2008
La benzina si può ottenere dagli alberi
Gli studiosi dell’Università Massachussets-Ahmerst hanno scoperto come ottenere del carburante dalla cellulosa. Lo studio è apparso sulla rivista Chemistry & Sustainability, Energy & Materials e dimostra la possibilità di ottenere carburante a partire da biomasse sostenibili. Non stiamo parlando dell’etanolo, ma delle due più importanti componenti della benzina finora ancora non replicate in laboratorio: toluene e naftalene.
Portando ad alta temperatura il legno tramite un catalizzatore e riportandolo velocemente a temperature molto basse, si ottiene un prezioso liquido che contiene toluene e naftalene, che da soli costituiscono un quarto dei componenti della benzina. Gli altri componenti della benzina sono già noti e ampiamente riproducibili. Questo processo è ben meno dispendioso di energia rispetto alla produzione di etanolo e ben più sostenibile dal punto di vista ambientale, visto che possono esser utilizzati tutti gli scarti della lavorazione del legno e dei suoi derivati.
Certo che se questo sistema fosse impiegato su scala mondiale non ci sarebbero i drammatici problemi dovuti agli aumenti ei prezzi degli alimenti che si traducono nel pericolo carestie per 100 milioni di persone, come la Fao ha annunciato nello scorso weekend. Questa pratica consentirebbe di destinare colture agricole alla sussistenza piuttosto che alla produzione di bioetanolo e allo stesso tempo permetterebbe la discesa del prezzo del petrolio, la cui recente impennata ha frenato l’economia mondiale.
(LaStampa.it)
scritto da Michela Chessa 13:41 - aprile 28 2008
Premio Nobel immeritato per Al Gore
Questo premio Nobel per la pace è una farsa epocale.
Al Gore ha ricevuto il riconoscimento per il suo impegno ambientale, ma sembra che nessuno abbia tenuto conto di ciò che successe a Pancevo, una cittadina a pochi kilometri da Belgrado, i cui impianti petroliferi furono bombardati proprio su ordine di Al Gore.

Il danno ambientale fu molto alto e la cittadina, i cui impianti sono stati rimessi in funzione, ma non con i dovuti accorgimenti, ha un'aria la cui contaminazione oltrepassa i limiti consentiti.
Attualmente è la città più inquinata d'Europa e la mortalità tra i giovani è molto alta, dovuta a patologie legate all'apparato respiratorio che arrivano fino al cancro ai polmoni.
Grazie Al Gore.

scritto da Michela Chessa 12:07 - ottobre 18 2007
Beppe Grillo fascista
Eugenio Scalfari da del fascista a Grillo motivando la sua affermazione con la giustificazione che il fascismo nacque proprio come movimento atto a smantellare i vecchi partiti.
Pansa dice di sentire i brividi quando Grillo grida "Italiani", sostenendo che "adesso c’è il Grillo rosso, quello che eccita il popolo di centrosinistra, ma tra un po’ spunterà anche un Grillo nero."
E continua: "E’ un intollerante e scatena l’intolleranza di massa. Questo è un fenomeno allarmante."
Dunque Beppe Grillo sarebbe un fascista, un fomentatore di piazza, magari una marionetta di qualche nuovo Mussolini, dato che ha esplicitamente dichiarato di non voler entrare in politica.
A mio parere quella di Grillo è solo una voce portante, una voce che ha gridato una verità forte, e i suoi discorsi sono alimentati dalle stesse mancanze dei politici, in parole povere, non si sta inventando assolutamente nulla.
Ed è inoltre evidente che le basi di partenza, i presupposti per il futuro, sono ben altri da quelli fascisti.
Ogni cambiamento, ogni svolta e ogni miglioramento devono partire con una rivolta, un calcio, un grido.
Se gli occhi non si schiudono da soli è bene usargli forza e trovare qualcuno che li spalanchi, perchè possano vedere i colori o tornare a richiudersi, ma consapevolmente.
Michela Chessa

scritto da Michela Chessa 20:50 - settembre 23 2007
V - DAY: Solo ora se ne parla
Raccolte oltre 300mila firme per la legge popolare: obiettivo raggiunto
V-day: folla di partecipanti anche all'estero
I sostenitori del movimento di Grillo si sono ritrovati anche in Spagna, Gb, Belgio, Svizzera, Olanda, Usa, Brasile e Giappone.
MILANO - Probabilmente neanche il suo organizzatore Beppe Grillo si aspettava una tale partecipazione anche all’estero: i manifestanti che partecipavano al V-day si sono ritrovati non solo in Italia, ma anche a Barcellona, Londra e Dublino davanti alle sedi del consolato italiano, oltre che in Belgio, Svizzera e Olanda. E poi oltreoceano a Chicago, San Francisco e nella Union Square di New York negli Usa. Manifestazioni e raduni ispirati all’iniziativa di Grillo si sono svolti anche a Calgary in Canada, a Rio de Janeiro in Brasile e persino a Tokio, in Giappone, dove davanti all’ambasciata italiana sono stati distribuiti volantini sul V-day.

OBIETTIVO RAGGIUNTO - L’obiettivo, sempre quello: raccogliere 50mila firme per promuovere una proposta di legge popolare che preveda la non eleggibilità di parlamentari condannati, un massimo di due legislature a parlamentare e la loro elezione diretta, è stato ampiamente superato. Trecentomila le persone che ieri hanno apposto la loro firma sull’iniziativa lanciata dal comico genovese. Clou dell’evento, è stato Bologna, dove da un palco allestito in Piazza Maggiore, un inarrestabile Grillo ha infuocato gli animi dei presenti e lanciato dure accuse alla classe politica, senza fare sconti a nessuno. Grande affluenza anche a Torino, Roma, Milano, Aosta ma anche in moltissime alte città di tutti i continenti.
(Corriere della Sera)
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scritto da Michela Chessa 20:21 - settembre 9 2007
Il mondo saluta il grande tenore italiano
« Penso che una vita per la musica sia una vita spesa bene ed è a questo che mi sono dedicato. »
Luciano Pavarotti

« Quando Pavarotti nacque, Dio gli baciò le corde vocali »
(Daniel Hicks, New York Times)
scritto da Michela Chessa 17:58 - settembre 6 2007
Los Locos Win
---Vecchie Nuove---
E adesso un po' di sana cronaca locale che ci fa sempre bene al cuore.
Ieri è terminato il torneo di calciotto che ha visto sfidarsi, in una lotta all'ultimo sangue, diverse squadre dei quartieri di Roma ovest. Una lotta impari visto la grande prestanza dei vincitori.(Eddaje!)
Ebbene i Los Locos hanno vinto il torneo, sebbene il nome ben poco misterico non lo lasciasse presupporre.
Lo sport sano, lo sport che vince sempre, nonostante la blasfemia dei giocatori e gli arbitri panzuti, abbiamo visto indubbiamente un bel gioco.

(Los Locos)
Un ringraziamento deve andare al pubblico, i Los Locos erano l'unica squadra con una panchina d'eccezzione (se non altro perchè c'era la sottoscritta). Un Flavio d'annata, l'uomo che grida OMO senza sosta, e qui potremmo avanzare riflessioni e immagini filosofiche ma voglio andare oltre, uno spregiudicatissimo Walter che durante la finale si è munito di megafono e si è lanciato in improbabilissimi ma efficaci cori, e qui ne citiamo un paio tanto per gradire:
"Nel cervello soltanto Los Locos
il mio cuore batte per voi
per il mondo seguendo i Locos
nessun mai ti amerà più di noi
e Los Locos alè
e Los Locos alè
e Los Locos alè, alè alè
e Los Locos alè alè "

(Walter, capo ultras Los Locos)
E le due bellissime Flavietta e Raissa energiche, sorridenti e adorabili.
Passiamo a loro, i re della serata, i giocatori.
10 gol per 10 partite, il grande Riccardo Mancini ci ha sconvolto e posso mettere la mano sul fuoco che si è sconvolto da solo, se non altro perchè finalmente con le lenti ha visto la palla.
E il Cecio, unico e solo, l'uomo tutto fare, bagnino di giorno e batterista che spacca di notte.
Un bacio in fronte a Max e guai se gli date del cucciolo.
E vogliamo parlare dell'uomo muro, Matteo, che non ama Satana, ma che sa che è un gran figo nel profondo del suo essere e un giorno so che mi dirà "Hai ragione sorella".

(Il Mancio goleador e Capitan Matteo)
E un bravo ad Andrè (Bravo Andrè!!) perchè è rituale come un Ave Maria o un Padre Nostro.
Un plauso speciale però va al grande Andrea, Ciccio, la nostra sicurezza, grande portiere e fomentatore di squadra impeccabile.
E tanto per non essere di parte nominiamo i formidabili Fabrizio Mezzanotte e Dario, che a vederli così non gli daresti una lira, ma gira voce che valgano parecchio.
Ed il biondo Lorenzo che tra una canna e l'altra ha trovato il tempo anche per un paio di gol, e diciamocelo non ha bisogno di caffè per stare sveglio.

(Mancio, Matteo, Cecio e Max)
Grandi ragazzi, tutti nessuno escluso.


(Cecio e Mancio with me)
Michela
scritto da Michela Chessa 12:23 - settembre 1 2007
Onniscienza
Salmo 138
"... Non ti erano nascoste le mie ossa
quando venivo formato nel segreto,
intessuto nelle profondità della terra.
Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi
e tutto era scritto nel tuo libro;
i miei giorni erano fissati,
quando ancora non ne esisteva uno...."
Questo Salmo sottolinea l'onniscienza di Dio fin dalle origini della vita di ogni individuo, e viene preso come testimonianza del fatto che anche l'embrione ha in sè già scritto tutto un destino.
Questo non farebbe che dimostrare come l'aborto sia un omicidio vero e proprio, con tutti i crismi insomma (come dico io).
Se Dio conoscesse davvero il destino di ogni embrione, di certo non gli sarebbero sfuggiti taluni personaggi della nostra storia.






Dunque, o il vostro Dio si è trovato questo mondo per le mani e si è stancato di stargli dietro, questo lo renderebbe un Creatore, sì onnisciente, ma anche menefreghista e dunque non il buon Dio cristiano.
Altrimenti il vostro caro Dio non è onnipresente e allora l'embrione non è ancora una vita, non ha in sè nulla di scritto, probabilmente non prova nemmeno dolore, e quindi sarebbero da rivedere alcune argomentazioni sulle quali si basano le tesi della Chiesa.
Questione annosa e insolubile.

Tanto per fare la parte della femminista, che ultimamente ho trascurato, vedete nelle foto qui sopra qualche donna? Forse mi sfuggono, se è così fatemelo presente, ma saranno di certo rare eccezzioni.
Il mondo dovremmo prenderlo in mano noi, perchè solo le donne hanno la capacità di condividere il potere senza eliminarsi a vicenda, ce l'abbiamo nel DNA lo spirito comunitario.
Rifletteteci, secondo voi perchè andiamo sempre al bagno insieme? Ci teniamo la mano e non facciamo a gara a chi ce le ha più grosse?
La rivalità è nostra prerogativa è vero, ma facciamo presto a metterla da parte per un obiettivo comune e non abbiamo bisogno di essere prime, perchè camminare a fianco ci da molta più sicurezza, facciamo muro contro il dolore e la meschinità e non abbiamo bisogno d'armi per sentirci dominanti.
Riflettete uomini. Riflettete.
Michela
scritto da Michela Chessa 18:38 - agosto 4 2007
FINI CRITICA BERLUSCONI: IL NO AL PARTITO UNICO E’ UN ERRORE
All’assemblea nazionale di AN Fini afferma l’importanza della creazione di un partito unico, sostenendo la novità del Partito democratico e suscitando la reazione della destra intransigente.

ROMA - "Il centrodestra ha il vento in poppa ma difetta di strategia, mentre il centrosinistra pur nelle sue difficoltà una strategia ce l'ha", queste le parole del presidente di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini, all’assemblea nazionale del partito.
Per Fini la rinuncia alla creazione di un partito unico è un passo indietro per il centro destra, parlando di ‘errore strategico’, sottolinea l’importanza e la ventata innovativa del Partito democratico e chiede all’opposizione di non “liquidare la nascita del Partito democratico solo come un tentativo di cambiare il direttore d'orchestra”.
L’alleanza tra AN e Forza Italia non è tuttavia in discussione, ma la tensione è evidente.
"Fino a ieri c'era la prospettiva di un partito unitario del centrodestra, ipotesi ora sfumata. A questo punto An deve fare un salto di qualità in avanti" - così commenta Gianni Alemanno, dando manforte al presidente di AN - "Serve un patto di un anno nel partito per arrivare alle scadenze elettorali, per ridare vitalità alla Cdl e sfidare Walter Veltroni, candidato del centrosinistra da non sottovalutare".
Un altro tema affrontato da Fini all’assemblea è stato quello della ritirata di molti membri dal partito; "E' vero che c'è qualcuno che se ne va, ma ci sono tanti, tanti altri che vengono a condividere con noi la nostra battaglia politica", con queste parole il Presidente di AN ha tentato di attenuare il problema, che tuttavia rimane considerevole.
Storace attacca, accusando l’Alleanza di aver preso posizioni centriste: "Fini continui pure a polemizzare con noi e con Berlusconi. Noi preferiamo combattere Prodi. Alleanza Nazionale è allo sbando, senza una strategia e per questo la gente se ne va: è un partito residualmente personale".
Tutto ciò dimostra chiaramente che le scissioni interne non sono prerogativa della sinistra che governa attualmente il Paese e che c’è bisogno di un potere forte che non scenda a compromessi su quelli che sono i problemi irrisolti dell’Italia.
Michela Chessa
scritto da Michela Chessa 01:26 - luglio 29 2007
Gay denunciati per atti osceni
(ANSA) - ROMA, 27 LUG - Una coppia di omosessuali e' stata denunciata per aver compiuto questa notte atti osceni davanti al Colosseo. I Carabinieri hanno precisato, dopo le polemiche scaturite dalla denuncia del responsabile di Gay Help Line, Fabrizio Marrazzo, che non si e' trattato solo di un bacio, ma che i due sono stati denunciati per atti osceni in luogo pubblico. L'avvocato Stoppelli, difensore di uno dei due giovani ha ribadito che "i ragazzi si stavano scambiando solo un bacio".

scritto da Michela Chessa 17:50 - luglio 27 2007
TORNA LA MESSA IN LATINO NELLE CHIESE
Benedetto XVII liberalizza la liturgia in latino, che era stata limitata dopo la riforma del Secondo Concilio Vaticano del 1962-65.

ROMA - Con il motu proprio "Summorum Pontificum", pubblicato oggi, Benedetto XVI permetterà l’uso della liturgia in latino. ''Il Messale Romano promulgato da Paolo VI è l'espressione ordinaria della 'lex orandi' (legge della preghiera) della Chiesa cattolica di rito latino. Tuttavia il Messale Romano promulgato da S. Pio V e nuovamente edito dal beato Giovanni XXIII deve venir considerato come espressione straordinaria della stessa 'lex orandi' e deve essere tenuto nel debito onore per il suo uso venerabile e antico'', queste sono le prime righe del motu, che entrerà in vigore a partire dal 14 settembre. La liturgia romana anteriore alla riforma del 1970 non sarà imposta, ma i fedeli avranno la possibilità di richiederne lo svolgimento. Prima di questa promulgazione invece sarebbe stata necessaria un’ autorizzazione del vescovo per praticare la forma straordinaria della liturgia.
Nella lettera ai vescovi, che accompagna il "Sommorum Pontificum", il Papa si propone di chiarire i dubbi nati da quest’ultimo, sostenendo che non si tratta di un attacco al Concilio e alla riforma liturgica: “Una più ampia possibilità dell'uso del messale del 1962 non porterà a disordini o addirittura a spaccature nelle comunità parrocchiali", afferma Ratzinger. Pur non trattandosi di un obbligo, le critiche del Papa non fanno che allontanare la liturgia dai fedeli, soprattutto dai più giovani, infatti Benedetto XVI disapprova alcune delle modifiche che sono state apportate al cerimoniale durante questi anni, sostenendo che l’ eccessiva creatività sta conducendo a "deformazioni della Liturgia al limite del sopportabile". Alcune polemiche sono state avanzate anche per il presunto antisemitismo del rito Tridentino, nelle celebrazioni del Venerdì Santo, infatti, gli ebrei vengono definiti come "perfidi giudei".
“Non c'è nessuna contraddizione tra l'una e l'altra edizione del Missale Romanum. Nella storia della Liturgia c'è crescita e progresso, ma nessuna rottura'', si ostina a ripetere il Papa, che dimostra per l’ennesima volta la sua chiusura, serrandosi dentro le sue convinzioni passatiste. Paradossalmente dunque il motu, nato secondo le intenzioni del Pontefice per ristabilire l'unità all’interno della Chiesa, si prospetta come una questione contraddittoria e di difficile soluzione, che non farà che dividere. Una mossa sbagliata per un’ istituzione che continua a perdere di credibilità proprio a causa di questa ostinata lotta contro l’innovazione e a favore di un recupero di tradizioni aliene alla nostra sensibilità.
Michela Chessa
scritto da Michela Chessa 13:40 - luglio 8 2007
TELECOMCERTO 2007: I GENESIS TORNANO A ROMA
Si prevede un’affluenza notevole al concerto che si terra al Circo Massimo e che vedrà sul palco i Genesis.

ROMA - Quest’anno i protagonisti del Telecomcerto 2007 saranno loro, i Genesis, la storica band capitanata da Peter Gabriel, con Phil Collins alla batteria e voce, Mike Rutherford al basso e Tony Banks alle tastiere. L’ istrionica e trasformista band britannica, nata verso la metà degli anni ’60, si esibirà al Circo Massimo. Il concerto, che è il quinto organizzato dal Telecom Progetto Italia e dal Comune di Roma, prevede la presenza di circa 500 mila persone e proprio per questo la location iniziale, che doveva essere il Colosseo, è stata cambiata.
E’ ufficiale l’assenza di Peter Gabriel all’evento: "Ci sono sempre rumours sul ritorno di Peter - dice Rutherford - ora ancor di più forse perché Peter è in Italia. L'unica cosa di cui abbiamo discusso con lui ruota intorno all'ipotesi di realizzare una nuova versione di ‘The Lamb lies down on Broadway’, che ha compiuto 30 anni. Ma non è imminente, se succederà non sarà prima di uno o due anni".
Il concerto sarà quello di chiusura del “Turn it on again Tour”, che li ha visti riuniti dopo 15 anni, per un tour europeo che ha toccato 21 città.
"Siamo rimasti sorpresi, non eravamo certi di avere un pubblico così numeroso – continua Mike - Abbiamo ricevuto grande calore e sostegno da tutti i pubblici europei. A ottobre scorso abbiamo provato per la prima volta negli Usa, ci sono bastati pochi secondi per ritrovarci".
Si prevede uno spettacolo grandioso, con effetti speciali e elementi mobili che hanno reso famosi i concerti passati dei Genesis e una scaletta che riproporrà i brani più famosi, come “Turn it on again”, “Tonight, Tonight”, “Follow me follow you”, “I know what I like” e molti altri.
"Non modificheremo la scaletta per questo evento - dice Collins - E' uno show che funziona, molto teatrale, con effetti visivi molto potenti. Perché cambiarlo?".
Nonostante l’assenza di Gabriel la band diletterà con il suo rock progressivo i suoi fan italiani e non solo, dato la prevista affluenza di numerosi stranieri all’evento.
Michela Chessa
scritto da Michela Chessa 13:53 - luglio 7 2007
«No alle news sulla Hilton prima dell'Iraq»
NEW YORK - Doveva leggere la notizia della ritrovata libertà di Paris Hilton prima delle news che riguardano gli orrori e le quotidiane vittime americane in Iraq. Ma la giornalista Mika Brzezinski si è rifiutata categoricamente di seguire questa scaletta e dopo aver tentato di bruciare il foglio dove era stata battuta la notizia del rilascio della bella ereditiera, l'ha strappato indignata (guarda il video). Un siparietto televisivo che ha conquistato gli utenti di Youtube: oltre 250.000 persone hanno già visto sul sito americano il video del "gran rifiuto" della Brzezinski.
TELEGIORNALE - Tutto è accaduto sulla rete televisiva americana MSNBC durante il programma televisivo "Morning Joe": nel video si vede la giornalista Brzezinski che dopo aver salutato i telespettatori comincia a presentare le notizie nazionali. Ad un certo punto si ferma e esclama: «Io odio questa notizia e penso che il nostro telegiornale non dovrebbe cominciare così». Successivamente la Brzezinski accartoccia il foglio su cui è scritta la news della Hilton e tenta di bruciarlo, ma è fermata dal co-conduttore
RIFIUTO - Per tutto il tg la Brzezinski si rifiuterà di leggere la suddetta news e ripeterà: «Io non credo affatto nella copertura di questa notizia, non si può iniziare un telegiornale così, soprattutto quando ci sono stati altri eventi come quelli di oggi». Successivamente l'atmosfera diventa più rilassata e l’altro conduttore del programma insieme al produttore iniziano a prendere in giro la giornalista: mostrano più volte le immagini della Hilton mentre lascia il carcere e ironizzano sulle dichiarazione di pentimento che la giovane ereditiera ha concesso all'indomani del rilascio. Alla fine si vede la Brzezinski con la testa tra le mani che dopo qualche secondo inizia la lettura delle successive notizie.
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(Dal Corriere)
Allora qualcuno ha ancora un po' di ritegno nell'ambito del giornalismo televisivo.
scritto da Michela Chessa 12:14 - giugno 30 2007
SALMAN RUSHDIE DIVENTA ‘SIR’: SDEGNO DELL’IRAN
Lo scrittore anglo-indiano ha ricevuto la carica di cavaliere dalla Regina Elisabetta d’Inghilterra, per i suoi meriti letterari.

LONDRA – L’autore che fece scaldalo con i suo “Versetti Satanici”, Salman Rushdie, oggi torna a dare adito alle polemiche. Lo scrittore aveva visto emettere nei suoi confronti una condanna a morte dal leader iraniano, l'Ayatollah Khomeini, a causa di questo libro, nel quale racconta la rivelazione coranica con un certo gusto romanzesco, trattando temi legati a questa religione in modo giudicato blasfemo dall’ Ayatollah e dal popolo islamico.

E’ per i suoi meriti nel campo della letteratura che Rushdie ha ricevuto questo titolo, dunque non solo per l’opera ‘maledetta’ del 1988. Il suo scritto più che blasfemo, non fa che ricondurre la religione mussulmana ad un’origine umana, più che divina, e quindi dettata dalla volontà di un singolo individuo. Un’interpretazione opinabile, ma alla quale bisognerebbe riservare la massima libertà d’espressione, senza conseguenza alcuna. Non è così semplice per un popolo conservatore come quello islamico, così che il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha condannato questa iniziativa come un oltraggio contro l’Islam da parte della Gran Bretagna. Evidentemente una reazione eccessiva, visto che il riconoscimento rientra nel campo della letteratura. «Dare un'onorificenza a un apostata e a una figura così odiata - ha affermato il portavoce - pone definitivamente i funzionari della Gran Bretagna in un di braccio di ferro con il mondo islamico”. Rushdie per nove anni si è esiliato a causa della condanna subita, nove anni di fuga per aver scritto un libro, per aver dato voce ad un pensiero. Oggi la vecchia condanna è caduta, ma le parole che vengono pronunciate, e la rinnovata censura per questo titolo offertogli, sembrano farci tornare indietro, regredire.
"I musulmani dovrebbero conferire il titolo di 'sir' e tutte le altre onorificenze a Osama Bin Laden e al mullah Omar, come risposta alla vergognosa decisione di fare baronetto Rushdie", ha dichiarato il deputato pachistano Sami Ul Haq. Forse un semplice pretesto per sottolineare e amplificare lo scontro tra Gran Bretagna e Iran, tra Occidente e Oriente? La lieve differenza è che Rushdie non ha ucciso degli innocenti, ha solo attinto al suo diritto di parola, ha rivisitato in chiave letteraria la storia di una cultura e ha detto la sua. Quello che avrebbe dovuto aprire un dibattito o semplicemente accrescere le menti e le coscienze, ha spalancato in realtà un abisso, nel quale è caduto il comune diritto alla libertà d’espressione.
Michela Chessa
scritto da Michela Chessa 22:12 - giugno 20 2007
BR: LETTERE MINATORIE PER RISTABILIRE L’ORDINE A NAPOLI
Sette lettere firmate Br mettono in allarme il comune napoletano. Incerta l’attribuzione ad un gruppo terroristico eversivo.

NAPOLI – Sette lettere firmate con la stella a cinque punte brigatista sono state recapitate stamattina a Napoli. Destinate al presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, agli assessori regionali Gabriella Cundari e Corrado Gabriele, al capogruppo Ds regionale Antonio Amato, oltre che al sindaco Rosa Russo Iervolino e agli assessori Ferdinando Di Mezza e Antonio Laudario; contenevano tutte un proiettile. Una minaccia dunque, che interpreta un’ amarezza diffusa a Napoli e in tutta la Campania. Da quanto trapela risulta che le lettere facciano riferimento alla disastrosa situazione in cui versa la regione, dal problema dei rifiuti a quello del lavoro. Un grido rivolto a colmare le lacune di un’amministrazione che non mantiene le promesse. La Digos, che sta dirigendo le indagini, ha avanzato dubbi sull’autenticità delle sette lettere. Sono tutte fotocopie identiche, non presentano alcuna firma che indichi un gruppo brigatista, e la stella a cinque punte sembra essere stata disegnata con tratto incerto e a mano. Questo episodio, che ha precedenti risalenti ad alcuni mesi fa, viene messo dunque in discussione, soprattutto per la diversa grafia delle lettere, che non presenta tratti comuni con quelle spedite tempo addietro ai medesimi rappresentanti comunali. Tuttavia il malcontento rimane e il buon senso, prima ancora che la paura, dovrebbe far muovere passi all’amministrazione.
Michela Chessa
scritto da Michela Chessa 18:03 - giugno 14 2007
Il G8: Un insulto all’intelligenza dei popoli del mondo
GERMANIA: SCONTRI TRA MANIFESTANTI E POLIZIA IN VISTA DEL G8

BERLINO – Mobilitazione di massa a Rostock, nel nordest della Germania, per dimostrare contro il G8, che si terrà proprio in questa località tedesca dal 6 all' 8 Giugno. La manifestazione, in principio portata avanti pacificamente dal corteo, si è poi tramutata in uno scontro tra i circa 500 autonomi e le forze della polizia. Lanci di bottiglie e di sassi hanno preceduto lo scontro, il cui risultato è stato un numero ancora non precisato di dimostranti feriti. Con tutta probabilità la manifestazione è degenerata in seguito alla pretesa della polizia di far cessare il corteo con intimidazioni, come altre occasioni del genere ci hanno inseganto.
Saranno presenti alla manifestazione anche alcuni rappresentanti del partito di Rifondazione comunista, come Roberto Musacchio, capogruppo del partito al Parlamento europeo, Michele De Palma, della segreteria nazionale, e Alfio Nicotra, portavoce del movimento noglobal di Rifondazione. Da molte città italiane, come Milano e Roma, partiranno centinaia di manifestanti. A Rostock è presente anche Vittorio Agnoletto, eurodeputato della sinistra europea, portavoce del Genoa Social Forum durante il G8 del 2001. Oltre alla manifestazione odierna, Agnoletto sarà tra i conferenzieri del seminario: “Relazioni tra Unione europea e Africa”, un’iniziativa del gruppo della Sinistra unitaria europea del Parlamento di Strasburgo. A questo seminario seguiranno altri dibattiti, come quello sulle “Ragioni e risultati della globalizzazione capitalista”, al quale tra gli altri sarà presente Walden Bello, Premio Nobel alternativo.
Molte le accuse che hanno seguito gli scontri odierni; Michele De Palma, responsabile della segreteria nazionale del Prc, ha accusato le forze dell’ordine di aver causato gli incidenti e di non aver gestito la situazione in modo consono. ''La polizia - afferma De Palma - ha attaccato il corteo senza alcun motivo. La manifestazione era stata fino a questo momento assolutamente pacifica. Ora invece nella piazza sono in corso violenti scontri e la polizia non accenna a volersi placare, continuando a caricare, picchiare ed arrestare indiscriminatamente i manifestanti''. Nella sua nota il dirigente di Prc fa un duro attacco anche contro il vertice dei capi di governo delle otto più grandi nazioni del mondo: ''I paesi del G8 - afferma - dovrebbero una volta per tutte capire che le loro riunioni, come questa sul clima, sull'Africa e sul lavoro, sono solo un insulto all'intelligenza dei popoli del mondo''. ''Essi sanno benissimo riconoscere le responsabilita' di questi paesi e gli effetti devastanti delle loro politiche. Hanno prodotto solo poverta', fame, inquinamento e precarieta': l'umanita' intera non puo' che dire basta''.
Michela Chessa
scritto da Michela Chessa 17:06 - giugno 2 2007
POESIA VOMITATA CONTRO LA CENTRALE TURBOGAS
Una protesta sui generis che coinvolge nove poeti e alza un grido violento contro la costruzione di una pericolosa centrale turbogas.

APRILIA – La poesia che combatte, la poesia d’azione, che tenta di innalzarsi e di superare la sua maschera estetizzante. Questo principio è alla base della manifestazione che si svolgerà ad Aprilia il 13 maggio, nella località Campo di Carne. Un urlo poetico e dissidente, che si fa protesta contro la costruzione di una centrale termoelettrica a gas e contro chi mina la salute dei cittadini. Lo stabilimento infatti potrebbe provocare danni gravissimi, come leucemie e tumori, a causa dei nocivi gas emessi, tra i quali il monossido di carbonio, ossidi di azoto, anidride solforosa e polveri sottili, per un raggio di circa 30 chilometri. La centrale dovrebbe sorgere a meno di 500 metri da una scuola elementare, in un quartiere di circa 12.000 persone, influendo anche negativamente sulla risorsa del turismo.
L’iniziativa, proposta e organizzata dal poeta Ugo Magnanti, consisterà in una presentazione di opere molto originale; i poeti metteranno in bocca le loro poesie e le vomiteranno, letteralmente, insieme ad altri liquidi, per protestare contro questo impianto.
Un atto di malessere – si spiega - ma anche un atto simbolicamente aggressivo, concepito per esprimere la ferma disapprovazione nei confronti di una politica energetica altamente nociva per la salute, che non riguarda soltanto la città di Aprilia, ma l’intero Paese.
Altri otto poeti parteciperanno con le proprie opere alla contestazione: Alessandro D’Agostini, fondatore del gruppo “Giovani poeti d’azione”; Angelo Zabaglio, poeta e musicista; Bianca Madeccia, poetessa e artista materica; Antonio Rezza, scrittore e uomo di teatro; Francesca Spessot, poetessa cinica dell’emarginazione; Vitaldo Conte, importante teorico d’arte e professore; infine due poeti “totali” del collettivo Sparajurij di Torino.
Sta sorgendo una nuova poesia impegnata nel sociale, una poesia del dissenso, della contestazione, una poesia che tenta di cambiare le cose e si fa rivoluzionaria.
Michela Chessa
scritto da Michela Chessa 15:04 - maggio 8 2007
La verità fa male

Un giorno è passato dal Concertone del primo maggio, e già insorgono le solite polemiche.
Andrea Rivera, conduttore della manifestazione, insieme alla Gerini e Paolo Rossi, non ha mancato di suscitare scandalo. La Santa Sede ultimamente è molto suscettibile (che non sia un gioco mediatico?Nell'era della comunicazione di massa anche la Santa Chiesa cerca la sua meritata popolarità). Ebbene l'Osservatore Romano denuncia gli attacchi di Rivera al Papa, parlando addirittura di terrorismo. Il presentatore, conosciuto da molti romani come animatore delle nostre notti trasteverine, è un terrorista secondo il periodico ufficiale del Vaticano. Il suo attacco satirico era rivolto al caso Welby e al funerale negatogli dalla Chiesa. Andrea Rivera ha detto una cosa vera, vogliamo censurare la verità? (Sarebbe davvero una grossa novità).
"È terrorismo lanciare attacchi alla Chiesa. È terrorismo alimentare furori ciechi e irrazionali contro chi parla sempre in nome dell'amore, l'amore per la vita e l'amore per l'uomo. È vile e terroristico lanciare sassi questa volta addirittura contro il Papa, sentendosi coperti dalle grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile. Ed usando argomenti risibili, manifestando la solita sconcertante ignoranza sui temi nei quali si pretende di intervenire pur facendo tutt'altro mestiere", queste le parole dell'Osservatore. "Contro chi parla sempre in nome dell'amore", è veramente bellissima, io direi che parla sempre in nome dei propri interessi. Il loro amore per gli embrioni e lo sdegno per ogni forma di diversità ne sono la prova. E vogliamo parlare delle "grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile"? Lo trovo molto offensivo come messaggio e mina infondo gli stessi principi su cui si basa la religione. E' il Papa, in quanto pastore, ad avere un bel gregge di pecore, facilmente impressionabili e spaventate dalla minaccia dell'Inferno; io personalmente ho una mente per pensare, come molti di quei ragazzi. Un'offesa gratuita e rischiosa dunque. La rai si discolpa, io avrei risposto "sì lo abbiamo messo in onda e sapevamo quello che avrebbe detto". Invece rai tre sostiene che le battute non erano tutte concordate, visto che gli artisti hanno un margine di libertà quando poi si tratta di una diretta (grazie a Dio).
"Per me è sovrano il popolo e non gli autori del concerto" così parla Andrea, "Voglio dare voce alla gente comune che non può mai dire in tv quel che pensa. Non è forse vero che a Welby sono stati negati i funerali concessi invece a Pinochet? Chi è l'ipocrita?".
Io sono del parere che c'è sempre posto per la satira e anche per la polemica se necessario.
Riporto due delle battute incriminate:
"Il Papa ha detto che non crede nell'evoluzionismo. Sono d'accordo, infatti la Chiesa non si è mai evoluta". E ancora: "Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, a Franco e per uno della banda della Magliana".
E' il caso di dire che la verità fa male.
"Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi." (Gesù, dal Vangelo secondo Giovanni)
Michela Chessa
scritto da Michela Chessa 19:59 - maggio 2 2007
Preghiera laica
Vi prego
non cacciate la bilancia
a misurare i morti con quell’ago
che la si chiami storia, critica, rimpianto
“a te di più che a me hanno fatto male”
e via con gare tra la conta e il conto
da presentare a un altro, che non sia se stesso
di vittime e carnefici di stragi
e diventare forca, cappio gogna
in questo fare provo più vergogna
per voi che a quell’elenco in calce dite morto
e dei feriti a morte - urlava Bene -
non ve ne frega nulla
non giudicate vi prego quel fuggiasco
e la saliva che vi sgorga dentro
ingoiatela insieme al desiderio storto
di vendetta e farne sputo
o allora fatelo e comprendete me
che insieme a lui ho bevuto birra
ai piedi di Belleville in primavera
Francesco Forlani

Questa poesia è dedicata a Cesare Battisti indagato per l' omicidio del gioielliere Torregiani. In realtà non abbiamo prove del suo coinvolgimento, il solo fatto di aver fatto parte dei Proletari Armati per il Comunismo che hanno rivendicato l'attentato, lo ha collegato all'omicidio. Fu processato irregolarmente e subì violenze dalla polizia. Costretto ad esiliarsi in Francia si dedicò alla stesura di romanzi noir. A pochi giorni fa risale il suo arresto. Su quali basi?
scritto da Michela Chessa 20:23 - marzo 24 2007
Il mondo peggiore
TERRORISMO
La guerra in Iraq ha reso il mondo peggiore
Persone innocenti in tutto il mondo stanno pagando il prezzo del cosiddetto «effetto Iraq», in decine di raid e attentati direttamente collegati all'occupazione militare delle truppe statunitensi e britanniche. Secondo uno studio condotto dal Center on law and security dell'università di New York, le vittime di atti di terrorismo nel periodo compreso tra l'11 settembre e l'invasione dell'Iraq sono state 729. Dall'invasione dell'Iraq a oggi, il numero dei morti in attentati in tutto il mondo è salito a 5.420.
(The Independent, Gran Bretagna)
Ricordate i nomignoli "Little Boy" e "Fat Man", provate a cercare su un libro di storia la data del 6 agosto 1945. Ora ricordate? Che tipo di operazione fu, secondo voi, quella portata avanti dagli Stati Uniti e dal governo Truman? Io dico un atto terroristico. Cosa fa affermare allora a certa gente che è stata la guerra in Iraq a rendere questo mondo peggiore? Le vittime allora furono più di 150.000 e nel giro di soli 4 giorni e non erano forse innocenti? Questo è il mondo peggiore dal 1492 e bisogna aprire gli occhi.

Ricordo alle elementari una mia compagna quando vide questa foto, che nella sua (nostra) ingenuità, provocò stupore e ammirazione per la spettacolarità di quegli arabeschi di fumo. Le maestre l'ammonirono con indulgenza e una lieve afflizione. Come se da quel momento avessero voluto insegnarci a legare quell'immagine e quell'evento a questo sentimento. Un sentimento però sedato, controllato, rassegnato. In me suscita oggi rabbia e rancore. E' un evento che fa parte del passato, sì, ma l'atteggiamento mentale che lo ha provocato è rimasto il medesimo, ed è lo stesso che ha portato a giustificare la guerra in Iraq come conflitto preventivo prima, e lecita propagazione della democrazia poi.
Michela Chessa
scritto da Michela Chessa 15:14 - febbraio 28 2007
“LA NERA NOVELLA”, IL NOIR DI ALDA MERINI
Alda Merini ci racconta il lato oscuro della sua Milano. Il suo primo romanzo noir, “La nera novella”, sarà pubblicato a marzo nella collana 24/7 della Rizzoli.

MILANO – “Sono nata il ventuno a primavera ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle potesse scatenar tempesta.” Un verso di Alda Merini, una delle più grandi poetesse italiane del Novecento, che nella sua poesia ha riversato tutto il dolore della sua condizione esistenziale, l’inquietudine della feroce esperienza del manicomio. La scrittrice si cimenta per la prima volta nella stesura di un romanzo noir. L’ambientazione è quella familiare per lei dei Navigli, nella cui nebbiosa atmosfera si consuma un atroce delitto. Pur non amando la sua città, questa è sempre stata legata indissolubilmente alla sua poetica e considerata da lei “metereopatica, umorale, uggiosa, cantabile e anche contabile”, uno spazio dell’anima adatto dunque a stimolare la mente degli artisti e in questo caso scenario perfetto per il suo nuovo progetto. “A me piacciono gli anfratti bui delle osterie dormienti, dove la gente culmina nell’eccesso del canto, a me piacciono le cose bestemmiate e leggere, e i calici di vino profondi, dove la mente esulta, livello di magico pensiero.” Una tenebra poetica che è sempre emersa prepotentemente dai suoi versi e che ora si accinge a raggiungere una differente valvola di sfogo. Affrontare la lettura di Alda Merini limitandosi a considerare il principio livellatore della genialità sregolata è alquanto riduttivo, e con tutta probabilità questo nuovo lavoro in cantiere ci darà prova della sua capacità di distaccarsi dalla propria storia individuale, per affrontare i suoi demoni attraverso altri percorsi. La sua è la scienza del dolore umano, che mostra il tormento tangibile della vita. Il momento della lettura consacra l’unione dei nostri affanni, divoriamo una sofferenza che era già nostra prima d’essere ingoiata, un male ignoto eppur familiare che non avrebbe potuto essere espresso diversamente. Una finestra sul baratro delle sensazioni che ci cattura e trascina con il suo linguaggio visionario e allo stesso tempo profano, dis-incantato e incantante. “L'inferno è la mia passione”, ci dice, e il suo ultimo lavoro ci farà scorgere questo abisso dalla prospettiva straniante del romanzo, attraverso la geniale sensibilità di un’autrice superba e appassionata.
Michela Chessa
scritto da Michela Chessa 20:15 - febbraio 13 2007
La Folle Stagione
Mesi fa è arrivata nella mia casella di posta elettronica una email che mi informava di un concorso di poesia, indetto dalla casa editrice Lisi. Un concorso intitolato "La Folle Stagione" che era alla sua quarta edizione. Questa mail è arrivata a molti altri scrittori e scrittrici in erba, che hanno colto l'occasione per partecipare, vista anche la presunta serietà della casa editrice. La riporto di seguito.
Gentile autore,
la Casa Editrice che dirigo, oltre a dare alle stampe testi di autori quali Dumas, Hugo, Balzac per citarne alcuni, si interessa da sempre a lavori inediti di scrittori esordienti e alla loro valorizzazione.
In Tal senso desidero sottoporre alla Sua attenzione il Bando del IV Premio Nazionale "La Folle Stagione" ai cui vincitori è garantita la pubblicazione gratuita in una delle Collane della Lisi il cui catalogo delle opere edite è consultabile alla pagina www.lisieditore.it.
Di seguito il Bando nato dalla collaborazione con il "Gruppo Culturale Letterario".
In attesa di Sue notizie, La saluto, sperando di poterLa annoverare fra gli autori al cui successo dedichiamo il nostro impegno.
Cordialmente
Gian Carlo Lisi
Gruppo Culturale Letterario
IV edizione Premio Nazionale
"La Folle Stagione"
La scadenza di questo concorso era stabilita per il 30 giugno 2006 e poi prorogata al 22 luglio 2006.
L'editore fino a poco prima del termine della scadenza è stato reperibile e ha risposto con cortesia alle mail che sono arrivate, così confermo in prima persona e così anche a detta degli altri partecipanti.
A data odierna non si sa nulla del concorso e dei risultati e il Sig. Lisi non risponde alle nostre richieste di chiarimento. Sono passati quasi sei mesi e sarebbe giusto quanto meno farci sapere che fine hanno fatto i nostri lavori. Un post sull'argomento è stato pubblicato anche dal blog "Manuale di Mari". Mi aggiungo alla richiesta di precisazioni e scuse.
Vedremo entro quanto si romperà questo silenzio, anche se in proposito sono alquanto scettica.
scritto da Michela Chessa 15:51 - gennaio 30 2007
CENSURA DEGNA DELL’ INQUISIZIONE MEDIEVALE
Breda Smolnikar, scrittrice slovena, è stata sottoposta a censura a causa di un suo libro autobiografico. Sorte riservata a molti altri suoi colleghi.
SLOVENIA - Una sentenza di un tribunale rischia di mandare sul lastrico una scrittrice, Breda Smolnikar, il suo ultimo romanzo è stato messo all'indice a causa delle accuse che le sono state rivolte da due fantomatiche sorelle. Le parenti, delle quali la Smolnikar ignorava l'esistenza, hanno rivendicato dei diritti sul suo romanzo autobiografico, sostenendo che l'immagine dei genitori, ormai morti, sia stata compromessa dal suo libro. La grande offesa non potrà essere lavata se non con un cospicuo risarcimento. Per protesta la scrittrice ha organizzato un rogo in piazza dei suoi libri. Questo è uno dei tanti casi di censura vera e propria, di limitazione della libertà d'espressione, che si sono verificati anche in altri paesi appartenenti all'ex Jugoslavia. Così nella Serbia dove Vladimir Mitric, giornalista, è stato aggredito da sconosciuti il 12 settembre 2005 per i suoi articoli critici o in Croazia con Predrag Matvejevic, condannato per aver definito Franjo Tudjman un "talebano".
In Italia di questo fatto e delle molte altre censure si sa veramente poco, ma come scrittori e come uomini in primis, credo interessi noi tutti.

Michela Chessa
scritto da Michela Chessa 12:28 - gennaio 28 2007
No alle famiglie "fuori norma"
Il vaticano continua la sua battaglia contro i Pacs

Durante il congresso internazionale promosso dall' istituto Giovanni Paolo II per gli studi su matrimonio e famiglia Benedetto XVI ribadisce la sua contrarietà nei confronti dei Pacs, sostenendo la necessità di tutelare la famiglia "normale". Il Pontefice dall'alto della sua carica pretende di conoscere cosa sia l'amore vero, sostenendo per contro che l'amore omosessuale è un "amore debole", poichè è un'unione che non favorisce il progresso della specie. D'altronde Dio disse "Andate e moltiplicatevi". La realtà è che una simile minoranza non può minare le fondamenta della famiglia, una famiglia che oggi nella maggioranza dei casi non ha basi stabili a causa di ben altri fattori. Non sono certo i Pacs a minare il nucleo familiare che il Pontefice sostiene "normale". E certo non è eliminando la possibilità dei Pacs che le coppie di fatto rinunceranno al loro diritto di amare e diventerrano come Dio comanda, è il caso di dirlo.
© Michela Chessa
scritto da Michela Chessa 18:40 - dicembre 9 2006