Tristezza europea

"La tristezza europea è pesantissima, ma non si avverte, anzi è ammantata di luci e lusso - avete presente Harrod's a Londra, Rue Montaigne a Parigi, i centri eleganti di Vienna e Monaco di Baviera e Roma, Venezia o Parma, le ville toscane ecc.? - e sempre più mi avverto solo, come se solo io sentissi questa orribile tristezza nello scintillare della ricchezza (altrui), diciamo ambientale. Mi sento piegato, piagato dalla parte opaca del suo umore lussuoso. E' quella che mi opprime. [...] La tristezza europea è fatta di luci e di antiche e nuove ricchezze, ma è come l'inquinamento delle nostre città e dei nostri terreni e fiumi e laghi: annuvola e affligge, sotto e sopra le luci. Se la speranza ci è data solo a favore dei disperati, una speranza può essere quella di cominciare a balbettare il senso del grido dell'orrore e di buttarci (come si viene buttati nell'acqua per imparare a nuotare) nell'incontro interculturale, per decolonizzarci per strada insieme, in corsa. [...] Ci si sente in strada verso una nuova comunità che trascende quelle che esistono e ci rattristano. L'oltranza. [...] L'importante è che ci mettiamo in contatto con gli altri, subito.

( Tratto da "Biblioteca interculturale" di armando gnisci)

scritto da Michela Chessa 18:09 - gennaio 28 2007
commenti

Categorie: citazioni, letteratura, armando gnisci