ECCO COSA VOGLIONO FARE ALLE NOSTRE UNIVERSITA'

ECCO COSA PREVEDE LA LEGGE DI TREMONTI E GELMINI

- Blocco delle assunzioni: nei prossimi tre anni è prevista una sola assunzione ogni cinque pensionamenti. Il che vuol dire una drammatica riduzione del turn over e un conseguente invecchiamento della classe docente, già ora fra le più vecchie d’Europa. Ciò segnerà anche l'impossibilità d’accesso alla ricerca ed alla didattica dei più giovani, allungando in modo insostenibile i tempi del reclutamento. Saranno assunti solo i pochissimi che possono aspettare i tempi delle lunghissime e indecorose “liste d'attesa”: per gli altri che non vengono da una famiglia benestante c'è la rinuncia o la fuga all'estero. Un abbandono che impoverisce tutta la società, visto che l’istruzione e la ricerca non sono spese superflue, ma ciò su cui si gioca il futuro di un paese.

- Taglio ai fondi di finanziamento ordinario: fino al 2013 sono previsti tagli per 1mld 441 milioni di euro, una sottrazione pari a circa il 20% in meno ogni anno rispetto al bilancio 2008. Bilancio peraltro già irrisorio, visto che il 90% delle Università è costretta già da ora a sfondare i tetti di spesa. Questi tagli porteranno a un aumento indiscriminato delle tasse e del numero di studenti per docente, e ad un ulteriore peggioramento della qualità della didattica, della ricerca e di tutti i servizi, con riduzione delle borse di studio, peggioramento o chiusura di mense, biblioteche, laboratori, segreterie, residenze universitarie...


- Possibilità di trasformare le Università in fondazioni di diritto privato: per finanziarsi e sfruttare al massimo la loro “autonomia” (ma autonomia da cosa? Dai vincoli di civiltà che la collettività pone agli interessi smodati del mercato!), le Università apriranno a soggetti privati, come singoli finanziatori o aziende, l’accesso negli organi direttivi degli Atenei. Chiaramente, nessuno dà niente per niente, e così verrà alienato ciò che appartiene a tutti. Conseguenze: adeguamento dei programmi agli interessi delle aziende, maggiore controllo della ricerca (saranno infatti finanziati solo i programmi che rientrano in determinati criteri stabiliti dal governo o dall'UE), sino alla svendita “materiale” del patrimonio immobiliare per reperire fondi.

 


Come dottorandi, borsisti, precari della ricerca, ricercatori a contratto, a tempo, “a clemenza” e sempre “a disposizione”, giudichiamo questa riforma, più ancora delle precedenti, una vera e propria barbarie. In consonanza con la ristrutturazione neoliberista del mercato del lavoro, siamo frammentati in miriadi di contratti diversi, sottopagati o senza alcuna retribuzione, senza diritti né riconoscimenti di alcun tipo, vincolati a logiche baronali e di cooptazione. Possiamo accedere ad un contratto decente solo se “affiliati” alla giusta cordata di ordinari, siamo costretti a subire la spartizione di posti ad personam, e meccanismi di reclutamento corrotti e farseschi, portati avanti da gruppi di potere attraverso lo scambio di favori. E questo nonostante la Costituzione preveda concorsi aperti e trasparenti per l'accesso alle cariche pubbliche (art. 97), sia “fondata sul lavoro” protetto e a tempo indeterminato (art. 1) e debba operare per “la rimozione di tutti gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese” (art. 3)!
Questi elementi ci rendono difficile riconoscerci come soggetto e iniziare qualsiasi tipo di lotta. Ma di fatto nelle mansioni, nella nostra attività quotidiana, noi siamo un soggetto unitario. Si fa tanto parlare della nostra presunta debolezza, della nostra impossibilità di essere motore di questo movimento senza l’appoggio di poteri forti, delle istituzioni e dei vari baroni. Noi pensiamo invece che siano loro ad essere deboli e ad aver bisogno di utilizzare (e gestire a loro piacimento) la protesta per difendere i loro privilegi. Dobbiamo essere accorti e realisti: oggi ci blandiscono in nome di un presunto interesse comune, ma domani la carrozza tornerà zucca, e, come tutte le teste di legno, una volta divenuti inutili, verremo scaricati.

All’Università italiana mancano almeno 30.000 ricercatori per rientrare nella media OCSE. Abbiamo il minor numero di dottori di ricerca e di ricercatori per abitante d’Europa. Non certo per preoccupazioni di ordine sociale o culturale, ma solo per “armarsi” nell'aspra competizione del mercato globale, i governi dell'UE si sono impegnati nel 2002 a destinare alla ricerca almeno il 3% del PIL: il nostro paese ne spende oggi l’1%. Ma anche in un periodo di crisi economica vanno cercate altrove le spese da tagliare: l’Italia è all’8° posto al mondo per spese militari (25mld di euro, oltre il 2% del PIL, in incremento continuo), senza parlare dell'evasione fiscale e dei 3mld di euro impegnati per finanziare i privilegi di una delle classi politiche più ricche e corrotte d'Europa!

Oggi più che mai rivendichiamo il fatto che l'Università si regge sul lavoro di circa 60.000 precari, di fatto la metà di tutti addetti alla didattica e alla ricerca. Insieme agli studenti e ai lavoratori sono i primi a risentire di questa situazione, e, proprio come loro, non hanno privilegi da difendere e devono dunque allearsi per contrastare l'asservimento del pubblico agli interessi del privato e ai disegni di Confindustria, messi in pratica dal governo di centrosinistra prima, e da quello di centrodestra oggi.
Non vogliamo difendere l’Università del presente, classista e baronale, ma rilanciare: ripensare la Scuola e l'Università come luoghi di critica e strumenti sociali di emancipazione, aperta al territorio ed alle forze progressive della società.

CONTRO LA TRASFORMAZIONE DELLE UN’UNIVERSITÀ IN FONDAZIONI !
CONTRO IL BLOCCO DELLE ASSUNZIONI !
CONTRO I TAGLI AI FINANZIAMENTI !

(From Dottorandi,Ricercatori Univ. NA)

scritto da Michela Chessa 20:41 - ottobre 20 2008
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Categorie: scuola, articoli, leggi, riforma, università

La benzina si può ottenere dagli alberi


Gli studiosi dell’Università Massachussets-Ahmerst hanno scoperto come ottenere del carburante dalla cellulosa. Lo studio è apparso sulla rivista Chemistry & Sustainability, Energy & Materials e dimostra la possibilità di ottenere carburante a partire da biomasse sostenibili. Non stiamo parlando dell’etanolo, ma delle due più importanti componenti della benzina finora ancora non replicate in laboratorio: toluene e naftalene.

Portando ad alta temperatura il legno tramite un catalizzatore e riportandolo velocemente a temperature molto basse, si ottiene un prezioso liquido che contiene toluene e naftalene, che da soli costituiscono un quarto dei componenti della benzina. Gli altri componenti della benzina sono già noti e ampiamente riproducibili. Questo processo è ben meno dispendioso di energia rispetto alla produzione di etanolo e ben più sostenibile dal punto di vista ambientale, visto che possono esser utilizzati tutti gli scarti della lavorazione del legno e dei suoi derivati.

Certo che se questo sistema fosse impiegato su scala mondiale non ci sarebbero i drammatici problemi dovuti agli aumenti ei prezzi degli alimenti che si traducono nel pericolo carestie per 100 milioni di persone, come la Fao ha annunciato nello scorso weekend. Questa pratica consentirebbe di destinare colture agricole alla sussistenza piuttosto che alla produzione di bioetanolo e allo stesso tempo permetterebbe la discesa del prezzo del petrolio, la cui recente impennata ha frenato l’economia mondiale.

(LaStampa.it)

scritto da Michela Chessa 13:41 - aprile 28 2008
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Categorie: ambiente, articoli, benzina

Hurt



I hurt myself today
to see if I still feel
I focus on the pain
the only thing that's real
the needle tears a hole
the old familiar sting
try to kill it all away
but I remember everything
what have I become?
my sweetest friend
everyone I know
goes away in the end
and you could have it all
my empire of dirt

I will let you down
I will make you hurt

I wear this crown of thorns
upon my liar's chair
full of broken thoughts
I cannot repair
beneath the stains of time
the feelings disappear
you are someone else
I am still right here

what have I become?
my sweetest friend
everyone I know
goes away in the end
and you could have it all
my empire of dirt

I will let you down
I will make you hurt

if I could start again
a million miles away
I would keep myself
I would find a way.

Johnny Cash

scritto da Michela Chessa 21:21 - aprile 22 2008
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Categorie: musica, johnny cash, hurt

Amen

Alibi mentale e verità non si escludono a vicenda.





scritto da Michela Chessa 17:02 - marzo 1 2008
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Categorie: speculazione

Lo scrittore che è in noi

“L’incontenibile aumento della grafomania tra uomini politici, autisti di taxi, partorienti, amanti, assassini, ladri, prostitute, prefetti, medici e pazienti, mi dimostra che ogni uomo, senza eccezione, porta in sé lo scrittore come una sua potenzialità, tanto che tutta la specie umana potrebbe a buon diritto scendere per strada e gridare: Noi siamo tutti scrittori! Tutti, infatti, soffrono all’idea di scomparire senza essere stati visti né uditi in un universo indifferente e per questo vogliono, finché sono in tempo, trasformare se stessi nel proprio universo di parole”.

Kundera

scritto da Michela Chessa 22:47 - febbraio 6 2008
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Categorie: letteratura, kundera

In Absentia

La mia gola come abisso infernale
in cui sprofondano visioni-fantasma fluttuanti nell'aria.

Mi possiede la morte,
così l' assenza del ricordo.

(Kadath - alone in the dark - Photo of Lili by Impl69sion)

scritto da Michela Chessa 21:43 - febbraio 1 2008
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Categorie: poesia, fotografia, michela chessa, impl69sion

Anatomia dell'Immagine

Davanti ad un dolore senza rimedio o ad un desiderio proibito, l'uomo assume un atteggiamento difensivo peculiare, che non è la ragione a dettargli.
Invoca febbrilmente la soluzione, la cerca d'istinto, mescolando l'impossibile e il possibile, il virtuale e il reale, il riso e il terrore.
Entra, verrebbe da dire, nel clima del surrazionale, che ha alla base l'istinto elementare: veder sdoppiarsi l'immagine dell'eccitazione.

(Hans Bellmer)

scritto da Michela Chessa 23:42 - gennaio 20 2008
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Categorie: arte, hans bellmer

Piombo

Chiazze di sangue, giornate di sole
Le dita sull’asfalto, l’arma già scarica.
Giovane vita in un gesso sottile
Tutto finisce, in terra resta una sagoma.

Fanti e pedine, scacchiere di morte
La merce nel sistema è l’unica regola
Rischiare tutto e non essere niente
Nel male scuro che travolge ogni pietà.

L’aria è più pesante che mai quando un fantasma ci ruba l’ossigeno
Quando il futuro è solo piombo su queste città
Sotto una cupola che sembra la normalità.
L’aria è più pesante che mai e brucia tanto che manca l’ossigeno
Troppi silenzi in quel cemento che già sanguina
Troppe speranze nel mirino che ora luccica.

Se un sogno non raggiunge neanche il mattino
Se le illusioni sono scorie di umanità
Come fare a coniugare un verbo al futuro
Quando il futuro è solo appalto di tenebra.

Dentro una terra di sole e veleni
C’è un paradiso infestato dai demoni
Spettri temuti con nomi e cognomi
Che tremano solo di fronte alla verità
Quella del coraggio di chi sfida l’oscurità,
Quella di chi scrive denunciando la sua realtà,
Le anime striscianti che proteggono l’incubo
Sotto la scorta di un domani che scotterà.

Subsonica

 

scritto da Michela Chessa 14:34 - dicembre 13 2007
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Categorie: musica, subsonica

L'ennesima truffa dello psiconano Berlusconi

scritto da Michela Chessa 19:28 - novembre 21 2007
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Categorie: politica, berlusconi

Censura sui blog

Quello che stanno facendo è scandaloso, diffondete l'ultimo appello di Beppe finchè avete un blog col quale poterlo fare:

Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo. La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video. L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete. Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog? La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.Il 99% chiuderebbe.Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione.E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”.Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico.

Ps: Chi volesse esprimere la sua opinione a Ricardo Franco Levi può inviargli una mail a : levi_r@camera.it

(Grazie allo staff di http://30elodesenzastudiare.splinder.com/)

scritto da Michela Chessa 19:51 - ottobre 19 2007
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Categorie: politica, censura, beppe grillo

Premio Nobel immeritato per Al Gore

Questo premio Nobel per la pace è una farsa epocale.
Al Gore ha ricevuto il riconoscimento per il suo impegno ambientale, ma sembra che nessuno abbia tenuto conto di ciò che successe a Pancevo, una cittadina a pochi kilometri da Belgrado, i cui impianti petroliferi furono bombardati proprio su ordine di Al Gore.


Il danno ambientale fu molto alto e la cittadina, i cui impianti sono stati rimessi in funzione, ma non con i dovuti accorgimenti, ha un'aria la cui contaminazione oltrepassa i limiti consentiti.
Attualmente è la città più inquinata d'Europa e la mortalità tra i giovani è molto alta, dovuta a patologie legate all'apparato respiratorio che arrivano fino al cancro ai polmoni.

Grazie Al Gore.

scritto da Michela Chessa 12:07 - ottobre 18 2007
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Categorie: ambiente, articoli, nobel, michela chessa, al gore

Free Bulma

Burma libera.

 

scritto da Michela Chessa 00:04 - settembre 29 2007
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Categorie: myanmar, burma

Beppe Grillo fascista

Eugenio Scalfari da del fascista a Grillo motivando la sua affermazione con la giustificazione che il fascismo nacque proprio come movimento atto a smantellare i vecchi partiti.
Pansa dice di sentire i brividi quando Grillo grida "Italiani", sostenendo che "adesso c’è il Grillo rosso, quello che eccita il popolo di centrosinistra, ma tra un po’ spunterà anche un Grillo nero."
E continua: "E’ un intollerante e scatena l’intolleranza di massa. Questo è un fenomeno allarmante."

Dunque Beppe Grillo sarebbe un fascista, un fomentatore di piazza, magari una marionetta di qualche nuovo Mussolini, dato che ha esplicitamente dichiarato di non voler entrare in politica.

A mio parere quella di Grillo è solo una voce portante, una voce che ha gridato una verità forte, e i suoi discorsi sono alimentati dalle stesse mancanze dei politici, in parole povere, non si sta inventando assolutamente nulla.
Ed è inoltre evidente che le basi di partenza, i presupposti per il futuro, sono ben altri da quelli fascisti.
Ogni cambiamento, ogni svolta e ogni miglioramento devono partire con una rivolta, un calcio, un grido.

Se gli occhi non si schiudono da soli è bene usargli forza e trovare qualcuno che li spalanchi, perchè possano vedere i colori o tornare a richiudersi, ma consapevolmente.

Michela Chessa

scritto da Michela Chessa 20:50 - settembre 23 2007
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Categorie: articoli, beppe grillo, michela chessa

Marcel Marceau

Un saluto..

(22 maggio 1923 - 22 settembre 2007)

scritto da Michela Chessa 16:36 - settembre 23 2007
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Categorie: marcel marceau

Roberto Saviano: la camorra

scritto da Michela Chessa 15:06 - settembre 21 2007
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Categorie: libri, letteratura, camorra, roberto saviano

Sogni d'elio

Un'eternità che non può essere scalfita.
Nessuna tomba al pari piegherà la tirannia del tempo.

Nei miei versi giace il tuo infetto ganglio.
Riparo dove amore non declina.

Michela

scritto da Michela Chessa 13:13 - settembre 19 2007
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Categorie: poesia, michela chessa

Maiale Day

Calderoli propone un "Maiale Day" contro le moschee.

Certo che te le serve proprio su un piatto d'argento...

scritto da Michela Chessa 12:53 - settembre 14 2007
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Categorie: politica, calderoli, michela chessa

V - DAY: Solo ora se ne parla

Raccolte oltre 300mila firme per la legge popolare: obiettivo raggiunto
V-day: folla di partecipanti anche all'estero
I sostenitori del movimento di Grillo si sono ritrovati anche in Spagna, Gb, Belgio, Svizzera, Olanda, Usa, Brasile e Giappone.
 
 
MILANO - Probabilmente neanche il suo organizzatore Beppe Grillo si aspettava una tale partecipazione anche all’estero: i manifestanti che partecipavano al V-day si sono ritrovati non solo in Italia, ma anche a Barcellona, Londra e Dublino davanti alle sedi del consolato italiano, oltre che in Belgio, Svizzera e Olanda. E poi oltreoceano a Chicago, San Francisco e nella Union Square di New York negli Usa. Manifestazioni e raduni ispirati all’iniziativa di Grillo si sono svolti anche a Calgary in Canada, a Rio de Janeiro in Brasile e persino a Tokio, in Giappone, dove davanti all’ambasciata italiana sono stati distribuiti volantini sul V-day.
OBIETTIVO RAGGIUNTO - L’obiettivo, sempre quello: raccogliere 50mila firme per promuovere una proposta di legge popolare che preveda la non eleggibilità di parlamentari condannati, un massimo di due legislature a parlamentare e la loro elezione diretta, è stato ampiamente superato. Trecentomila le persone che ieri hanno apposto la loro firma sull’iniziativa lanciata dal comico genovese. Clou dell’evento, è stato Bologna, dove da un palco allestito in Piazza Maggiore, un inarrestabile Grillo ha infuocato gli animi dei presenti e lanciato dure accuse alla classe politica, senza fare sconti a nessuno. Grande affluenza anche a Torino, Roma, Milano, Aosta ma anche in moltissime alte città di tutti i continenti.
(Corriere della Sera)

 

 

scritto da Michela Chessa 20:21 - settembre 9 2007
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Categorie: articoli, beppe grillo, v day

Il mondo saluta il grande tenore italiano

« Penso che una vita per la musica sia una vita spesa bene ed è a questo che mi sono dedicato. »
Luciano Pavarotti

 

« Quando Pavarotti nacque, Dio gli baciò le corde vocali »
(Daniel Hicks, New York Times)

scritto da Michela Chessa 17:58 - settembre 6 2007
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Categorie: musica, articoli, michela chessa, luciano pavarotti

V DAY - PROMEMORIA

TUTTI IN PIAZZA A FIRMARE PER UN PARLAMENTO PULITO.

 

scritto da Michela Chessa 10:45 - settembre 5 2007
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Categorie: politica, beppe grillo, v day

Comunista?

scritto da Michela Chessa 13:51 - settembre 2 2007
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Categorie: comunismo, giorgio gaber

Los Locos Win

---Vecchie Nuove---

E adesso un po' di sana cronaca locale che ci fa sempre bene al cuore.
Ieri è terminato il torneo di calciotto che ha visto sfidarsi, in una lotta all'ultimo sangue, diverse squadre dei quartieri di Roma ovest. Una lotta impari visto la grande prestanza dei vincitori.(Eddaje!)
Ebbene i Los Locos hanno vinto il torneo, sebbene il nome ben poco misterico non lo lasciasse presupporre.
Lo sport sano, lo sport che vince sempre, nonostante la blasfemia dei giocatori e gli arbitri panzuti, abbiamo visto indubbiamente un bel gioco.

(Los Locos)


Un ringraziamento deve andare al pubblico, i Los Locos erano l'unica squadra con una panchina d'eccezzione (se non altro perchè c'era la sottoscritta). Un Flavio d'annata, l'uomo che grida OMO senza sosta, e qui potremmo avanzare riflessioni e immagini filosofiche ma voglio andare oltre, uno spregiudicatissimo Walter che durante la finale si è munito di megafono e si è lanciato in improbabilissimi ma efficaci cori, e qui ne citiamo un paio tanto per gradire:

"Nel cervello soltanto Los Locos
il mio cuore batte per voi
per il mondo seguendo i Locos 
nessun mai ti amerà più di noi
e Los Locos alè
e Los Locos alè
e Los Locos alè, alè alè
e Los Locos alè alè "

(Walter, capo ultras Los Locos)

E le due bellissime Flavietta e Raissa energiche, sorridenti e adorabili.

Passiamo a loro, i re della serata, i giocatori.
10 gol per 10 partite, il grande Riccardo Mancini ci ha sconvolto e posso mettere la mano sul fuoco che si è sconvolto da solo, se non altro perchè finalmente con le lenti ha visto la palla.
E il Cecio, unico e solo, l'uomo tutto fare, bagnino di giorno e batterista che spacca di notte.
Un bacio in fronte a Max e guai se gli date del cucciolo.
E vogliamo parlare dell'uomo muro, Matteo, che non ama Satana, ma che sa che è un gran figo nel profondo del suo essere e un giorno so che mi dirà "Hai ragione sorella".

(Il Mancio goleador e Capitan Matteo)


E un bravo ad Andrè (Bravo Andrè!!) perchè è rituale come un Ave Maria o un Padre Nostro.
Un plauso speciale però va al grande Andrea, Ciccio, la nostra sicurezza, grande portiere e fomentatore di squadra impeccabile.
E tanto per non essere di parte nominiamo i formidabili Fabrizio Mezzanotte e Dario, che a vederli così non gli daresti una lira, ma gira voce che valgano parecchio.
Ed il biondo Lorenzo che tra una canna e l'altra ha trovato il tempo anche per un paio di gol, e diciamocelo non ha bisogno di caffè per stare sveglio.

(Mancio, Matteo, Cecio e Max)

Grandi ragazzi, tutti nessuno escluso.

(Cecio e Mancio with me)


Michela

scritto da Michela Chessa 12:23 - settembre 1 2007
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Categorie: sport, calcio, articoli, michela chessa

Coincidenze

Io sono esattamente il tipo di persona, e non ho idea se sia innata prerogativa o acquisita peculiarità, che sorride beffardamente alle coincidenze.
Persino per quanto concerne i piccoli inquietanti casi della vita, non mi spreco a cercare il filo rosso o la presenza minacciosa che dietro vi si cela.

Vi faccio un breve esempio.
Vi è mai capitato di lasciare un oggetto in una determinata posizione e di ritrovarlo poco dopo in un'altra? Convintissimi di non aver spostato l'ipotetico candelabro dall' antica postazione di guardia, ora vi ritrovate a guardarlo in un altro lato della stanza. Le reazioni ad una cosa simile sono molteplici.
Io in un caso del genere agirei come segue: Lo prenderei e lo rimetterei a posto,  proseguendo poi la mia normale attività.
Per chi non crede nei fantasmi la più logica delle ipotesi è quella di una personale o altrui sbadataggine. Fermo restando che, nel caso contingente la sottoscritta, si tratta di un cambiamento di posizione che può essere avvenuto solo nella mezz'ora in cui non è stato guardato l'oggetto e soprattuto è da considerare il fatto che, nella suddetta mezz'ora, nessun uomo o animale ha varcato la porta della stanza.

Nonostante ciò, il pensiero che io possa aver involontariamente spostato l'oggetto, per quanto la mia mente si ribelli all'ipotesi, permane e mi rende semplice obliare l'accaduto.
Ora, nel caso in cui questa circostanza si ripeta, lì prende vita la coincidenza.
Le coincidenze provocano un inusuale timore, per il semplice fatto che siamo abituati a considerare ogni reazione come la conseguenza di una determinata azione. Qualora venga a mancare l'azione e la reazione sia ben evidente, non possiamo fare altro che rimanere spiazzati dinnanzi all'immensa pochezza umana. Ciò che percepiamo è una parte molto limitata del reale, secondo la mia personale visione.

Vi è mai capitato di leggere una parola insolita, ascoltare una vecchia canzone, ritrovare dopo tanto tempo una persona? Ed è mai successo che la stessa parola qualche giorno dopo, o addirittura qualche ora dopo, è stata pronunciata dalla persona con cui vi accingevate a trascorrere una tranquilla serata?
E' mai successo che quella canzone, quella persona, quella strada, siano riapparse dove non dovevano essere, dove non avevano alcun senso di esistere? E tutto ciò vi abbia costretto a dire: 'Ma pensa che coincidenza..'

Vi parlo di coincidenze insensate, casuali e scatenanti, vi parlo di pensieri così veloci e liquidi che è difficile afferrarli. E le mie parole sono solo l'ombra dell'ombra del concetto che vorrei condividere con voi.

Ad ogni modo ho imparato a conviverci e ad amarle come ogni singolo brivido che mi tiene in vita.

Michela Chessa

scritto da Michela Chessa 14:47 - agosto 24 2007
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Categorie: letteratura, deliri, michela chessa

Klimt 1918

Please rain a tear of light in black ocean way
Fellows smell of musk, through a tree-lined road
In the dark green flow
Outside tell me your name softly
Outside wake me tonight slowly
Please lead my dance with care
With your mid-fall’s rained words.
We are the friends dancing in a sleeping rome
Come on now dance through the bends of a glorious past
We drink the tears of sky, with our trembling mouths
Between earth and grey clouds...
Someone tells we are dead when our dream is gone.
How to prove to you that’s wrong?
So please enjoy our dance outside
Feel cold blue trance inside deeply
Please lead our dance with care
With your mid-fall’s rained words


La mota, il viso dei dormienti,
Le colpe lievi delle genti, si
Mi guardano come se
Niente più niente fosse vero
Nemmeno il cielo tra le dita
Che piange su di noi
Stringete lana imbevuta
Mi bagno il viso un’altra volta, no
Non mi dite che
Dovete andare più lontano,
Umide vesti scolorite
Che fate male sulla pelle
Come la mota sulla pelle
Le ore lorde degli incanti
I sogni scuri dei perdenti, sì
Scorrono come se
Il buio fosse acqua e terra
Torrente scuro, silenzioso
Le labbra viola seducenti
Umide membra già basite

scritto da Michela Chessa 11:02 - agosto 15 2007
commenti (3)

Categorie: musica, klimt 1918

Anni '80

scritto da Michela Chessa 11:17 - agosto 12 2007
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Categorie: anni 80, omar fantini

Infidum hominem malo suo esse cordatum

Il disarmo, la mia più onesta virtù e la mia condanna.
Mi vedo cadere fingendo discretamente sorrisi e autocontrollo, in un vortice d'astinenza dal colore.
E vi guardo, vi sfioro, vi possiedo con l'eterna dolcezza che può avere uno sguardo d'amore, ma pateticamente lontana anni luce dall'essenza stessa dell'amore.

Mi nascondo alla vita come l'ultimo dei viandanti, con la salda ancora del mio respiro, del battito non battito di un cuore che ricorda e si adagia.
Strade, odori, profili umidi nell'autunno.
Tu hai venduto me, io ho venduto te e per un infimo pasto. Tutto consumato in silenzio.
Tutto crolla senza un grido, senza spasmi, senza il gelo e i miei occhi non sono mai troppo stanchi per guardare.
Vi osservo e quel piccolo mondo che siete mi appartiene per un attimo, ma non sono con voi, non questa volta, non questo giro, non questa vita.

In cambio di questo incanto che vedete grondare dagli occhi, in cambio delle dita che fremono, dei pensieri che galoppano e s'impennano quando la tempesta infuria, tutto questo e la vita, per chiudere gli occhi di nuovo.

Non c'è nulla di glorioso nella scia luminosa di una stella che s'avvia al declino. In silenzio.

Michela

scritto da Michela Chessa 01:48 - agosto 9 2007
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Categorie: poesia, michela chessa

Onniscienza

Salmo 138

"... Non ti erano nascoste le mie ossa
quando venivo formato nel segreto,
intessuto nelle profondità della terra.

Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi
e tutto era scritto nel tuo libro;

i miei giorni erano fissati,
quando ancora non ne esisteva uno
...."

Questo Salmo sottolinea l'onniscienza di Dio fin dalle origini della vita di ogni individuo, e viene preso come testimonianza del fatto che anche l'embrione ha in sè già scritto tutto un destino.
Questo non farebbe che dimostrare come l'aborto sia un omicidio vero e proprio, con tutti i crismi insomma (come dico io).

Se Dio conoscesse davvero il destino di ogni embrione, di certo non gli sarebbero sfuggiti taluni personaggi della nostra storia.

Dunque, o il vostro Dio si è trovato questo mondo per le mani e si è stancato di stargli dietro, questo lo renderebbe un Creatore, sì onnisciente, ma anche menefreghista e dunque non il buon Dio cristiano.
Altrimenti il vostro caro Dio non è onnipresente e allora l'embrione non è ancora una vita, non ha in sè nulla di scritto, probabilmente non prova nemmeno dolore, e quindi sarebbero da rivedere alcune argomentazioni sulle quali si basano le tesi della Chiesa.

Questione annosa e insolubile.

Tanto per fare la parte della femminista, che ultimamente ho trascurato, vedete nelle foto qui sopra qualche donna? Forse mi sfuggono, se è così fatemelo presente, ma saranno di certo rare eccezzioni.
Il mondo dovremmo prenderlo in mano noi, perchè solo le donne hanno la capacità di condividere il potere senza eliminarsi a vicenda, ce l'abbiamo nel DNA lo spirito comunitario.
Rifletteteci, secondo voi perchè andiamo sempre al bagno insieme? Ci teniamo la mano e non facciamo a gara a chi ce le ha più grosse?
La rivalità è nostra prerogativa è vero, ma facciamo presto a metterla da parte per un obiettivo comune e non abbiamo bisogno di essere prime, perchè camminare a fianco ci da molta più sicurezza, facciamo muro contro il dolore e la meschinità e non abbiamo bisogno d'armi per sentirci dominanti.
Riflettete uomini. Riflettete.

Michela

scritto da Michela Chessa 18:38 - agosto 4 2007
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Categorie: chiesa, articoli, femminismo, michela chessa

Il titolo più lungo del mondo

Tanto per dare un'idea dell'importanza che può avere un nome, in questo caso un titolo, che poi non ci mostra altro che il peso dell'apparenza, vi propongo questa bizzarra notizia.

Si tratta di un libro, entrato nel Guiness dei Primati (che non è la birra taroccata per le scimmie), per il titolo più lungo del mondo.
Il titolo è : "Per favore dite a mia madre che faccio il pubblicitario lei pensa che sono un pierre e che quindi regalo manciate di free entry e consumazioni gratis a chi mi pare, rido coi vips, i calciatori le veline e le giornaliste, leggo Novella e mi fotografano i paparazzi, entro nei privè saltando la coda, bevo senza pagare, sono ghiotto di tartine e gin tonic, ho la casa piena di oggetti di design, conosco Paris Hilton, Tom Ford ed Emilio Fede, guido lo Z4 nero, ho tante fidanzate, parlo coi giornalisti e ho l’ombrellone fisso a Saint Trop. Per non fare torti a nessuno vesto Armani, D&G, YSL, Ferrè e Moschino, indosso scarpe inglesi, ho la carta di credito corporate che fa molto boss, l’auto aziendale coi sedili in pelle che fa molto chic. In verità invece lavoro alla luce del neon, col computer che si impalla, colleghe ’stressate’ con piglio da manager, nota spese a pie’ di lista, contratto a tre mesi senza buoni pasto…”

L’autore è Davide Ciliberti, che nella sua raccolta di racconti ci presenta con estrema ironia la figura del PR e il suo mondo, quello dei pubblicitari. 

E nonostante il titolo è un tascabile, direi che è geniale..

Michela

scritto da Michela Chessa 19:35 - luglio 30 2007
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Categorie: libri, letteratura, michela chessa

Test della personalità

Sei un...
CUCCIOLOTTO TENEROTTO DEI MIEI COGLIONI




Dietro quei modi coccolosi e patapuffolosi si nasconde uno dei peggiori pezzi di merda dai tempi di Pol Pot. Vergognati.

Test: http://www.broccaindosso.org/drpsycho/test/

scritto da Michela Chessa 14:01 - luglio 30 2007
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Cercasi chitarrista

A.A.A. A belli!

Cercasi chitarrista di Roma o dintorni, che possibilmente non sia un coglione (questo l'ho aggiunto io :-D).
La band si chiama "As everything falls".

www.myspace.com/aseverythingfalls

Sul loro sito potete ascoltare le tracce e farvi un' idea del genere.

Niente perdigiorno o ve la dovrete vedere con la sottoscritta.
I ragazzuoli meritano quindi fatevi avanti.

scritto da Michela Chessa 09:54 - luglio 30 2007
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Categorie: musica